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Autonomia: Da Zaia e Fontana vergognosa mistificazione

È totale la mistificazione nel dibattito sulla cosiddetta ‘Autonomia differenziata’. I Presidenti Zaia e Fontana si irritano perché il Presidente del Consiglio Conte, come deve fare per dovere costituzionale, salvaguarda la scuola pubblica nazionale e evita di dare il colpo finale all’identità culturale italiana attraverso le scuole pubbliche regionali. Strepitano perché non possono trattenersi il 90% delle imposte raccolte in Veneto e Lombardia, come previsto nei progetti approvati dai rispettivi Consigli Regionali. Parlano come se l’Italia fosse non una Repubblica, ‘una e indivisibile’, ma una confederazione di staterelli e le entrate derivanti dalle attività svolte in Veneto e Lombardia fossero dei veneti e dei lombardi. Continuano a mentire sui reali effetti dei dispositivi che hanno proposto in merito alle risorse finanziare, all’art 5 e 6 delle bozze di intesa. Li non è previsto il trattenimento dei risparmi derivanti dalla presunta maggiore efficienza amministrativa nella gestione delle funzioni da trasferire. La smettano di prendere in giro veneti, lombardi e il resto degli italiani. Hanno proposto meccanismi per accaparrarsi una crescente quota delle entrate dello Stato a prescindere dagli eventuali risparmi di spesa. La Ministra Stefàno ha giurato sulla Costituzione, ma si comporta come funzionario di partito: a servizio della Lega Nord mascherata da Lega Salvini. È davvero preoccupante che, invece di puntare a giocare come compagine nazionale unita, una parte delle classi dirigenti di Veneto e Lombardia punti illusoriamente a salvarsi da sola, come ai tempi dell’indipendenza della Padania. Avanti cosi e diventano colonia tedesca.

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