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Bovalino (RC): Stefano Fassina e la sinistra italiana

Intervista di Aristide Bava - La Gazzetta del sud
Stefano Fassina, già viceministro dell’economia, che ha abbandonato nei mesi scorsi il Pd per dar vita ad un nuovo movimento di sinistra, ha tenuto ieri sera a Bovalino in Piazza Gaetano Ruffo un incontro pubblico per parlare della sua iniziativa che sta trovando il consenso di altri “scontenti” e che è guardata con attenzione anche da Sel. Molti i temi affrontati unitamente allo scrittore Pietro Sergi, al segretario di Sel della locride Walter De Fiores.

Lo stesso On. Fassina, in una intervista esclusiva per “Gazzetta” ha spiegato la sua presenza in Calabria e particolarmente a Bovalino ” Perché – ha detto su specifica domanda – anche da qua deve partire un movimento di riscossa. Penso che il mezzogiorno e la Calabria debbono essere promotori di questa riscossa; soprattutto i sindaci che sono quelli che sul territorio hanno il rapporto con i cittadini e devono rappresentare le necessità dei loro Comuni e del Mezzogiorno, cosa che purtroppo il Pd non puo piu’ fare perche si è spostato verso gli interessi piu’ forti. Per questo motivo partiamo dai territori e non dai vertici nazionali. In queste settimane tanti di noi che sono usciti dal Pd insieme a chi ha fatto altri percorsi come Sel e tante altre liste civiche che sono nate in questi mesi siamo impegnati a stare sui territori, raccogliere energie ed arrivare in autunno ad avviare la fase costituente di un partito che ritorni ad occuparsi di lavoro, di mezzogiorno, di scuola pubblica che rimane altro tema fondamentale , di sviluppo, di lavoro, di politiche industriali. E anche qua vogliamo raccogliere le energie preziose che ci sono”.

Dopo i mesi della sua fuoriuscita dal Pd quali sono le pecche maggiori che addebita al Governo e a Renzi in particolare ?

” Il problema del Governo è che è schiacciato sull’agenda liberista che negli ultimi anni ha generato crisi, , perdite di lavoro chiusura di piccole aziende. E’ un governo che si presenta come nuovo, come giovane e come innovatore ma in realtà sta attuando la stessa ricetta che da 25 anni domina nell’ eurozona con i risultati che conosciamo. Vedi lavoro, scuola, e cosi via. Da ultimo è arrivata la ventilata proposta sulle tasse in un paese che come ha ricordato lo Svimez ha una condizione sempre piu’ drammatica in particolare nel Mezzogiorno. Siamo combinati peggio della Grecia e il presidente del Consiglio pensa a tagliare la Tasi , la tassa sulla casa a quelli che hanno gli attici a Piazza Navona. Finanziamo invece interventi di reddito minimo per fronteggiare la povertà. Questi sono gli interventi da fare. In settimana prossima il presidente del Consiglio, per rispondere a Saviano, farà una direzione in streaming e ancora una volta farà un poco di propaganda; magari tirerà fuori dal cilindro un Ministro per il Mezzogiorno e cosi’ per un po di mesi continuerà ad andare avanti. Se intende affrontare seriamente il dramma del mezzogiorno cambi l’agenda in vista della legge di stabilità, accolga le proposte che abbiamo fatto già l’anno scorso e che riproponiamo quest’anno, di allentamento del patto di stabilità interno per i comuni e utilizzi le risorse che sono a disposizione per un reddito minimo di inserimento”.

Ha lasciato il Pd con sofferenza. Nessun rimpianto ?

“Ho lasciato il Pd con moltissima sofferenza dopo che il Governo non ha voluto sentire le ragioni della Scuola pubblica. Si voleva una migliore scuola pubblica non una riforma che porta indietro la scuola pubblica. Il presidente del Consiglio malgrado le elezioni regionali del maggio scorso abbiano dato un segnale chiaro di una larga parte del Pd che non ha votato il partito , ha sbattuto la porta in faccia a questa parte di democratici e ha messo la fiducia sulla legge sulla scuola. A questo punto ho ritenuto insostenibile la mia presenza nel partito democratico. Il Pd di Renzi sta applicando la politica del Pdl. Il problema è che lo fa con un gruppo parlamentare che è stato eletto per portare avanti il programma opposto. Ho fatto un scelta di cui sono assolutamente convinto anche per coerenza con chi mi ha votato”.

Per concludere qual è il sogno nel cassetto di Stefano Fassina ?

“È che tantissimi uomini e tantissime donne soprattutto tra i piu’ giovani, che, forse oggi sembrano rassegnati ad una politica che è affarismo, interesse personale , che è consenso di basso respiro , che è comunicazione, rompano la gabbia della rassegnazione e scelgano l’impegno in politica per garantire che in questo modo con il protagonismo diretto di chi oggi sta fuori , l’ Italia, e in particolare la Calabria e il Mezzogiorno escano dal tunnel in cui si trovano. Vorrei che questi giovani possano ritrovare la speranza. Nei prossimi giorni presenteremo in tanti Comuni della Calabria i nostri comitati ai quali vorrei, appunto, che partecipassero soprattutto i piu’ giovani e che partecipassero in modo attivo per contribuire al riscatto della Calabria, del Mezzogiorno e dell’ Italia”.

 

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