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Cancelliamo la norma. Mai più altri casi Marino

Caro Stefano
L'articolo in questione (quello delle dimissioni dal notaio) è il seguente:
dell'Art. 141 del Testo Unico sugli Enti Locali che prevede: (lettera b) n. 3 ” I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con d.P.R., su proposta del Ministro dell'interno (per omissis): …....3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;

A mio parere uno dei motivi per i quali a Roma in questa tornata elettorale vi sarà una accentuata astensione (io pure sono tentato) è proprio quello della lesione alla "fiducia" da parte degli elettori causata da una manovra di Palazzo decisa sottobanco dalla Camarilla Renziana utilizzando questo articolo per generare una nuova maggioranza politica "blasfema" senza doverne rendere conto agli elettori.

In termini tecnici potrei definire questo articolo di legge un "residuato bellico" una specie di mina inesplosa rimasta in vigore nonostante che l'entrata in vigore della legge 267/2000 cd della "elezione diretta del sindaco" abbia creato un rapporto diretto fra il primo cittadino e i suoi elettori.  Ci vorrebbe tempo per spiegare tutta la successione di leggi e le (probabili) motivazioni di "controllo da parte dell'amministrazione" che hanno consentito la sopravvivenza di questa norma.

Sta di fatto che le segreterie dei partiti se ne sono impossessate sviandola dal suo scopo ai fini di potere e di controllo sulle amministrazioni locali. Essa costituisce una pistola puntata alla tempia di qualsiasi sindaco affinché non sia troppo "indipendente" dal partito che lo ha fatto eleggere, anche se tale indipendenza e le decisioni che intende prendere vanno nell'interesse della città che amministra e dei cittadini che lo hanno eletto con un sistema  che crea un rapporto fiduciario diretto fra elettore e sindaco.

Di fatto tale norma non ha nessuna ragione "politica" che obblighi a mantenerla potrebbe essere tranquillamente espunta dall'art. 141 del Tuel senza nessuna conseguenza : continuano ad esistere altre norme che portano allo scioglimento del Consiglio Comunale che non funziona alla luce del sole la prima delle quali è la mozione di sfiducia al Sindaco votata in Consiglio Comunale. (O volendo mantenerla essa va comunque modificata nel senso di rendere obbligatorio per la validita delle dimissioni dei consiglieri un passaggio in aula per una "presa d'atto" e per una discussione politica.)

La questione è divenuta eclatante perchè ha colpito il sindaco della Capitale ma riguarda tuttavia tutti i sindaci d'Italia. Marino è stato solo l'ultimo di una sequela di sindaci dimissionati dai partiti d'appartenenza perché non rispondevano agli ordini di scuderia. D'altra parte i consiglieri comunali sono facilmente ricattabili dal partito d'appartenenza (con o senza minacce come pare sia accaduto a Roma da parte di Orfini) con la mancata ricandidatura.

Una dichiarazione d'intenti da parte di Sinistra per Roma e da parte di Sel dell'intenzione politica di proporre l'abolizione di tale norma di legge o la sua modifica nel senso di permettere il controllo democratico da parte dei cittadini potebbe essere un modo per convincere come tu hai suggerito una parte di quei cittadini che hanno deciso di astenersi a questo turno elettorale della bontà del progetto a sinistra (l'unica esistente avendo perso ormai ogni speranza di recuperare "quel che resta" del PD dopo la democristianizzazione Renziana).

Questo vale sicuramente per la mia personale posizione (e comunque conoscendo la tua persona e preso atto della tua adesione al ricorso a Strasburgo andrò comunque a votare almeno al primo turno) . Ma quello che è più importante potrebbe essere speso io penso nei confronti dei molti "indignati" che nella vicenda Marino hanno visto un'offesa alla propria dignità di cittadini elettori (e quindi anche all'interno del gruppo dei sostenitori dell'ex sindaco).

Se è possibile fammi sapere in quali ultimi scampoli di campagna sei ancora impegnato e/o se riterrai di fare una dichiarazione su tale tema ed in quale contesto.

Un saluto fraterno
Enrico Sgarella

 

Caro Enrico,

Sono d'accordo con la tua analisi e con la tua proposta di espungere dall'art 141 del Tuel la raccolta di firme dal notaio come via per concludere un'esperienza amministrativa. A tal fine, mi impegno a presentare nei prossimi giorni una Proposta di Legge alla Camera dei Deputati. Con Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana, Loredana De Petris Capogruppo di Sinistra Italiana al Senato e Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel (tutti in cc) la proposta sarà un'iniziativa e un obiettivo parlamentare di tutta Sinistra Italiana.

Un abbraccio, Stefano

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