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Casa: serve piano edilizia pubblica

Questa mattina, A Roma, a Pietralata, Noemi, giovane madre, ha lasciato l’alloggio di edilizia popolare dell’Ater nel quale risiede a da anni, dopo l’uscita dai residence utilizzati dal Comune di Roma per l’assistenza alloggiativa per le famiglie in difficoltà. Era uscita dal redidence con il ‘Buono Casa’ attribuitogli dal Comune. In teoria, il buono Casa sarebbe dovuto servire a pagare un affitto sul mercato, ma ancora una volta, lo strumento si è rivelato inservibile. Noemi aveva occupato un appartamento dell’Ater vuoto. È stata un’occupante abusiva, non aveva alternative alla strada. Ha occupato per necessità di dare un tetto al suo bambino e a se stessa. Noemi ha evitato di essere l’ennesimo ‘sgombero’ e ha accolto l’assegnataria dell’alloggio, un’altra mamma, 5 figli a carico. Noemi non ha un’alternativa. La sua vicenda è rappresentativa delle condizioni di migliaia di famiglie a Roma e di centinaia di migliaia di famiglie in Italia che, pur avendo i requisiti per l’assegnazione di una abitazione di edilizia residenziale pubblica, rimangono fuori per carenze di appartamenti disponibili. Il Governo Salvini-Di Maio affronta i casi come quello di Noemi come problema di ordine pubblico. Il Comune di Roma si fa paladino di una legalità senza giustizia sociale. La Regione si limita alla ordinaria amministrazione. È un quadro sempre più insostenibile. È necessaria e urgente un’azione politica e amministrativa a tutti i livelli di governo. Presenteremo un emendamento al Disegno di Legge di Bilancio per il finanziamento di un piano pluriennale per l’edilizia residenziale pubblica, incentrato sul recupero dell’ingente patrimonio pubblico non utilizzato, per recuperare immobili privati abbandonati, per l’utilizzo dell’enorme numero di appartamenti sfitti. Regioni e Comuni dovrebbero fare fronte comune per avviare soluzioni strutturali alla carenza di alloggi. Basta indifferenza.

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