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Confindustria: da Bonomi linea reazionaria, serve svolta cooperativa

Il Presidente di Confindustria insiste su una linea corporativa e reazionaria, ma serve svolta cooperativa. È sempre più preoccupante l’escalation corporativa e conflittuale del Presidente di Confindustria. In una fase così difficile, invece di cercare punti di mediazione, continua a fare propaganda populista sul governo e a disconoscere l’interesse dei lavoratori rappresentati dai sindacati. Nella lettera agli associati, il dott Bonomi fa finta di ignorare che gli interventi di sostegno al reddito introdotti con il lockdown sono stati essenziali per garantire l’osservanza delle necessarie restrizioni a fini di prevenzione sanitaria e decisivi per tenere viva la domanda interna. Fa finta di non sapere che il blocco dei licenziamenti si conclude nelle prossime settimane in sincronia con l’esaurimento della Cig e che comunque, con il Decreto Agosto, è stata ripristinata la possibilità licenziamento con accordi sindacali. Il leader di Confindustria propone come “rivoluzionari” contratti che riportano le condizioni del lavoro alla fine dell’800. In sintesi, una linea reazionaria per competere attraverso l’ulteriore svalutazione del lavoro. Può essere che l’universo imprenditoriale italiano, segnato da eccellenze globali e qualità produttiva non riesce ad esprimere una linea costruttiva nella sacrosanta attenzione ai propri legittimi interessi di classe? I vertici delle aziende di Stato, primari soci di Confindustria, condividono i sprezzanti giudizi del Presidenti Bonomi sul governo di cui dovrebbero portare avanti l’indirizzo di politica economica?

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