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Coronavirus: basta Dpcm senza valutazione Parlamento.

Il Parlamento deve recuperare piena centralità nella definizione degli interventi per contrastare il Coronavirus e per sostenere la ricostruzione economica e sociale.
È comprensibile che, per i primissimi atti, si sia scelta la strada del Dpcm, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che non ha alcuna valutazione parlamentare. Tuttavia, non si può continuare a intervenire su diritti costituzionali fondamentali senza il coinvolgimento ex ante ed ed post di Camera e Senato. Per riconoscere una seppur non vincolante valutazione ex ante del Parlamento sui Dpcm, stamattina ho sottoscritto l’emendamento predisposto a tal fine dall’on Ceccanti alla legge di conversione del Decreto Legge 25 Marzo, 2020 n. 19, dedicato a ricondurre a livello di fonte primaria tutte le misure emanata dal governo in merito al Coronavirus. Le funzioni di governo, pur nello “stato di emergenza”, vanno declinate pienamente lungo i principi costituzionali. Auspico che il Governo esprima parere positivo su tale emendamento. Di seguito, l’emendamento:
ART. 2
Al comma 1, dopo il secondo periodo è inserito il seguente:
“Gli schemi di decreto di cui al presente comma sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di sette giorni, decorso il quale il decreto può essere comunque adottato”.

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