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Covid: proposta Salvini su taglio Iva fuori fase

La proposta di Matteo Salvini di dedicare 20 miliardi di euro all’anno per tagliare di un paio di punti percentuali l’IVA è retorica, fuori fase e sarebbe sostanzialmente inefficace al fine di alimentare la ripresa dei consumi, dell’attività delle imprese e dell’occupazione. L’effetto sui prezzi sarebbe altamente improbabile e comunque sostanzialmente impercettibile, ossia qualche centesimo su larghissima parte dei consumi. Inoltre, qualora l’effetto sui prezzi vi fosse, la stragrande maggioranza delle risorse finirebbe sui consumi in essere e il maggior reddito residuo andrebbe ad innalzare il risparmio precauzionale, come avviene massicciamente da marzo scorso a causa dell’incertezza dello scenario pandemico. Per le famiglie più in difficoltà, la proposta del segretario della Lega, equivarrebbe a poco più di 10 euro di maggior potere d’acquisto al mese, ossia nulla. Ma un’ulteriore scostamento è necessario e urgente per intervenire subito, non nel corso del 2021. In alternativa alle inefficaci proposte della Lega, i 20 miliardi dovrebbero essere interamente e direttamente utilizzati per sostenere la sopravvivenza di lavoratori autonomi e micro imprese, innanzitutto attraverso la cancellazione dell’IRPEF 2020 e con l’estensione subito all’intero territorio nazionale e a tutti i codici Ateco degli aiuti previsti per le regioni in categoria rossa. Infine, andrebbero utilizzate per aumentare efficacemente la domanda aggregata interna, in primis per allargare e prorogare il Reddito di Emergenza per la fascia di famiglie senza ammortizzatori sociali o legata all’economia informale: sono allo stremo e hanno una propensione al consumo uguale ad 1. Siamo sicuri che, su tali proposte, la disponibilità della Lega a votare lo scostamento rimarrebbe.

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