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Dl dignità: ora 7.500 insegnanti licenziati

In Commissione Finanze e Commissione Lavoro della Camera, in sessione congiunta per la discussione e il voto sul cosiddetto Decreto Dignità, sono stati appena bocciati gli emendamenti (4.1; 4.17; 4.2) e i sub-emendamenti (0.4.24.3; 0.4.24.4; 0.4.24.5), presentati dal sottoscritto, dall’on Pastorino e altri colleghi di Liberi e Uguali, per salvaguardare la permanenza in ruolo e nelle GaE delle Diplomate/i Magistrali ante a.s. 2001/2002 colpite/i dalla sentenza del Consiglio di Stato del Dicembre scorso.
Il M5S e la Lega, nonostante le promesse di campagna elettorale, hanno votato contro i nostri emendamenti e si sono approvati un emendamento (4.24) che rinvia a fine Giugno 2019 i licenziamenti di chi è in ruolo, anche da anni, e che conferma le espulsioni dalle Graduatorie a Esaurimento (GaE) di chi vi è inclusa/o da anni.
Un Decreto, chiamato enfaticamente Dignità, viene approvato con l’introduzione di una norma che consente il licenziamento di circa 7.500 lavoratrici e lavoratori della scuola e il declassamento di circa 50.000 insegnanti precedentemente inserite nelle GaE. Il primo licenziamento di massa dalla scuola e dalla Pubblica Amministrazione. Una gravissima ingiustizia, invece di essere contrastata e eliminata, viene soltanto rinviata dal cosiddetto “Governo del Cambiamento”.
Oltre alle insegnanti, ne fanno innanzitutto le spese gli studenti perché la continuità didattica salta. Una didattica di qualità, provata da anni di insegnamento, dal superamento dell’anno di prova per chi è entrato in ruolo.
Il comportamento dei colleghi del M5S e della Lega è stato inaccettabile sul piano morale, prima che politico: nessuno di loro, né il governo presente con il Sottosegretario Giuliano, è intervenuto per dare una spiegazione nel merito. Così, si sono umiliate le persone drammaticamente coinvolte in una vicenda che ha responsabilità politiche stratificate negli ultimi 20 anni di normative contraddittorie e ambigue.
La salvaguardia delle diplomate/i magistrali ante 2001/2002 poteva essere garantita senza incidere sulle aspettative di altri insegnanti, a cominciare da chi ha laurea in scienza della formazione. Nel nostro emendamento 4.1 abbiamo proposto un piano assunzionale articolato, necessario a poter assolvere alla funzione costituzionale della nostra scuola pubblica, centrato sulle esigenze degli studenti.
Non ci fermeremo: ripresenteremo gli emendamenti in aula alla Camera la prossima settimana e poi, ancora, in Senato.

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