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Dl sostegno: Non basta, serve nuovo scostamento da 30 miliardi

E’ una crisi molto acuta e si è accumulata in questo anno durissimo, soprattutto per alcune attività. Bisogna intervenire, per salvare tante piccole attività produttive. Senza ulteriori rinvii è necessario un decreto molto più consistente di quello approvato, per dare un sollievo e consentire almeno la sopravvivenza a queste attività finchè non è praticabile una riapertura che ovviamente deve arrivare al più presto possibile, anche velocizzando il piano di vaccinazione che ha subìto ritardi inaccettabili. Serve un altro scostamento nell’ordine dei 30 miliardi, con interventi selettivi per compensare le perdite.  Il problema è che dopo un anno di chiusure o riaperture a singhiozzo, quei ristori che potevano essere adeguati nella prima fase adesso non lo sono. Fare riferimento al fatturato è sbagliato, bisogna riferirsi alle perdite.

Contestualmente ai decreti di chiusura devono essere varati i provvedimenti che determinano l’indennizzo. Ritengo che vada ascoltato il grido di sofferenza sociale che c’è stato anche ieri in tante piazze e va considerato come tale, non ricondotto a un problema di ordine pubblico. Bisogna valutare aperture selettive, ad esempio per gli ambulanti, i mercati all’aperto, con tutte le misure necessarie, non possono essere meno sicuri della spesa nei supermercati . Dobbiamo procedere con grande pragmatismo, riconoscendo che c’è un problema di controllo del Covid, ma facendo le aperture possibili. Dopodichè bisogna fare in modo che nelle Regioni la campagna vaccinale non subisca arresti come nel weekend di Pasqua.

Lo Stato deve intervenire con un’organizzazione sostitutiva. Bisogna commissariare l’organizzazione delle vaccinazioni, inaccettabile che l’Umbria lo scorso weekend abbia fatto 18 vaccinazioni. La maggioranza si impegna al massimo, dopodichè il governo è un’altra cosa rispetto alla maggioranza, ma è compito della maggioranza spingere affinchè questi provvedimenti vengano fatti. Questo è un governo di scopo che nasce per gestire le emergenze, non è il governo politico al quale avrei voluto partecipare, possibilmente dopo un percorso elettorale. Mi preme sottolineare che tutti vorremmo riaperture subito, ma ci sono anche altri aspetti da tenere in considerazione, che sono quelle del numero dei morti, delle terapie intensive.

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