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Il Si al Referendum indebolirebbe ulteriormente il Sud

Foto di Luciano Di Meo

Intervista di Jacopo Giuca tratta da Riviera.it

Perché, secondo lei, è così importante votare NO al Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre?
Perché la revisione costituzionale restringe ancora di più gli spazi di partecipazione democratica dei cittadini. Non modifica i 47 articoli della Costituzione, ma li svuota per quanto concerne i diritti fondamentali, scardinando istituzioni pubbliche come la scuola o la sanità. Insieme alla legge elettorale, che fa parte dello stesso impianto legislativo, finisce con l’indebolire le garanzie istituzionali per quanto riguarda l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e la scelta delle prerogative del parlamento in ambito legislativo.
Perché si è resa necessaria questa tappa a Siderno?
Perché quella della riforma costituzionale è una questione che riguarda tutti i cittadini e, naturalmente, anche quelli Siderno. Anzi, la questione, a queste latitudini, dovrebbe essere più sentita nella misura in cui gli interventi sul titolo V della Costituzione determinano un accentramento dei poteri tale da creare un disequilibrio nell’esecuzione dell’agenda legislativa tra regioni più e meno forti.
A tal proposito, ritiene che il voto del 4 dicembre potrà rivelarsi più incisivo al nord o al sud?
Ci sarà un effetto generale che riguarda tutti i territori e uno che invece riguarderà in modo significativo i territori del mezzogiorno perché, come accennavo poc’anzi, la nomina dei consiglieri regionali a membri del senato porta a un indebolimento della rappresentanza delle regioni con meno densità abitativa e a un vantaggio di chi è, invece, più “forte” democraticamente ed economicamente, creando un ovvio effetto asimmetrico a svantaggio delle regioni più “piccole”.
Al di là delle speranze, che cosa pensa che voteranno gli italiani?
Credo che gli italiani daranno un voto dalla duplice valenza: al merito della questione trattata e, più complessivamente, alle politiche del governo Renzi, di cui questa revisione costituzionale è parte integrante. È infatti l’intera agenda di governo che ha progressivamente indebolito le politiche del lavoro, della scuola pubblica e della sanità, motivo per il quale ritengo che questo voto avrà portata generale oltre che un valore specifico. Del resto, ritengo che la maggior parte degli italiani abbia la consapevolezza della necessità fermare una politica governativa che si ostina a declinarsi in un’oligarchia liberista che condanna il lavoro relegando le realtà più deboli del nostro Paese a uno stato di minoranza.

Per ulteriori approfondimenti, siete invitati a partecipare al convegno che inizierà alle 18:30, presso il Polifunzionale di Siderno.

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