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Interrogazione sul canile comunale della Muratella di Roma

Foto di Andrea Sabbadini

FASSINA e MICCOLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
il 14 agosto 1991 è stata approvata dal Parlamento la legge n. 281 – legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo. La legge rappresenta un elemento di forte innovazione rispetto alla precedente normativa nazionale;
la legge quadro 14 agosto 1991, n. 281, enuncia, infatti, il principio generale secondo il quale «lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d'affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente».
il sistema dei canili comunali attivi presso il comune di Roma, attualmente commissariato dal Governo, presenta una serie di gravi criticità tali da mettere a repentaglio la sicurezza sanitaria della città, così come la tutela degli animali d'affezione;
il 30 aprile 2016 è infatti scaduta la proroga che garantiva la gestione del canile comunale della Muratella (comune di Roma, circa 600 tra cani e gatti) in capo all'Associazione Acvpp che, con i suoi 100 lavoratori, garantiva i servizi di uno dei canili più grandi d'Italia;
attualmente il canile risulta privo di una gestione in grado di garantire efficienza e sicurezza sanitaria degli animali a causa di scelte, a giudizio degli interroganti, inadeguate da parte del Commissario Tronca e del sub-commissario De Milato;
il 31 dicembre 2015 è infatti scaduto l'affidamento e, in seguito a un incontro in prefettura, sotto la pressione dei lavoratori in piazza, era stata ottenuta una proroga negoziata con il sub-commissario De Milato, poi perfezionata dalla determina dirigenziale numero 90, che, nelle more della pubblicazione del bando europeo, prevedeva la proroga al 30 aprile 2016 e un finanziamento di 230 mila euro al mese;
il 18 aprile 2016 è stato pubblicato il bando di gara europea che affida il servizio dal 1o ottobre 2016, e che quindi lascia scoperti i mesi da maggio a ottobre 2016;
il 19 aprile 2016, all'indomani della pubblicazione del bando, l'amministrazione commissariale ha scritto ad Avcpp, associazione che ha avuto in questi anni in gestione il canile della Muratella e che aveva ottenuto la proroga, chiedendo di prendere in gestione per questi mesi scoperti persino tutto il servizio comunale, canile di Ponte Marconi incluso, ma non più a 230 mila euro al mese, bensì a 129 mila euro e cambiando i servizi, aumentando il carico di lavoro e le competenze, compresa la richiesta di una presenza h 24 e 7 giorni su 7 di personale medico veterinario, dando inoltre tempo fino al 22 aprile 2016 per rispondere, ovvero in 3 giorni;
Avcpp ha risposto il 22 aprile 2016, giustamente sostenendo che le richieste avrebbero messo in pericolo il benessere animale e occupazionale, chiedendo 30 giorni di tempo per organizzare il passaggio ad altra gestione perché altrimenti impossibilitata ad accettare l'offerta;
il 26 aprile 2016 Roma Capitale, giudicando la risposta di Avcpp come una rinuncia, ha scritto a 17 associazioni iscritte al registro regionale invitandole a dare risposta entro il 29 aprile 2016;
il 29 aprile, presso il dipartimento ambiente del comune di Roma si è effettuata l'apertura delle busta e nessuna delle 17 associazioni ha risposto. Zero candidature;
il giorno successivo, con un provvedimento, a giudizio degli interroganti, di dubbia legittimità, il comune ha affidato, in maniera diretta e senza bando, la gestione del canile all'associazione «L'Impronta»;
in occasione di un'assemblea sindacale sulle sorti del canile, Paolo Tarantino, responsabile dei progetti dell'associazione «L'Impronta», ha esplicitamente parlato di un ricatto fatto ai danni dell'associazione da parte di dirigenti dell'amministrazione capitolina per accettare l'assegnazione –:
se il Governo non intenda avviare iniziative, anche a carattere ispettivo, per verificare se l'attuale situazione dei canili comunali di Roma Capitale, soggetta a gestione commissariale governativa, non costituisca una minaccia alla sicurezza sanitaria, nonché come tale gestione si concili con la disciplina posta dalla legge quadro 14 agosto 1991, n. 281 in tema di tutela degli animali d'affezione se altresì non ritenga opportuno intervenire per il tramite del commissario straordinario per la provvisoria gestione di Roma Capitale al fine di prorogare ulteriormente la gestione attuale del canile, comunque salvaguardando i livelli occupazionali presenti. (4-13066)

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