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Plan B a Lisbona - 21/22 Ottobre 2017

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Istat: dati su lavoro contraddicono Jobs Act. Servono investimenti pubblici

Sarebbe utile che i vari esponenti del Governo, commentatori intermittenti dei dati su occupazione, leggano i comunicati ISTAT prima di intervenire. Se leggessero dovrebbero tacere sugli effetti positivi del Jobs Act. Innanzitutto, aumentano gli occupati, non i posti di lavoro. Secondo la definizione Eurostat, si è "occupati" se si  svolge almeno un'ora di lavoro nella settimana della rilevazione. Inoltre, i dati contraddicono radicalmente gli obiettivi del Jobs Act: primo, l'aumento degli occupati è concentrato sui contratti a tempo determinato; secondo, i contratti a tempo indeterminato riguardano gli ultra cinquantenni a causa della Legge Fornero, mentre il numero degli occupati delle coorti più giovani è fermo. Infine, si tratta larghissimamente di lavoro povero. L'analisi propagandistica del Governo è particolarmente preoccupante in vista della Legge di Bilancio per l'autunno: nonostante il clamoroso fallimento dei 25 miliardi di euro impegnati dal 2015 e 2016 sulla decontribuzione per i cosiddetti "contratti a tutele crescenti", la proposta chiave è ancora una volta la decontribuzione. Per promuovere buona o piena occupazione, sono invece necessari investimenti pubblici in piccoli cantieri, da finanziare in deficit, come proponiamo da anni.

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