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Manovra: non è pace fiscale è resa ai furbi

Le notizie che leggiamo sulla prima manovra della maggioranza gialloverde indicano grande confusione ma, soprattutto, non è ancora chiaro quale segno macroeconomico e sociale avrà. Il deficit 2019 va inerzialmente oltre il 2%, quindi oltre il target indicato dal Ministro dell`Economia, il quale insiste giustamente su aumento di un punto di Pil per gli investimenti pubblici. O fanno la moltiplicazione dei pani e dei pesci, oppure vanno contenute le euforie elettorali. Mentre Lega e M5S continuano con i giochi di parole: la chiamano pace fiscale ma in realtà è una resa fiscale ai furbi.  Un conto è riconoscere e affrontare l`evasione fiscale di sopravvivenza con la riduzione delle aliquote per le fasce di reddito medio-basse o innalzare il fatturato per il `forfettone`. Un altro è premiare chi ha debiti fiscali di milioni di euro. Una cosa inaccettabile sul piano della giustizia sociale e del bilancio perché, per avere un po` di gettito in più una tantum si perdono risorse in via permanente per la sanità, la scuola, le pensioni. Già i dati sull`Iva dell`ultimi due mesi sono preoccupanti: una caduta di gettito inspiegabile con l`andamento del Pil, ma spiegabile con l`attesa del condono. Attendiamo la Nota di Aggiornamento al Def per avere la chiarezza dei numeri.

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