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Mozione Alitalia

La Camera dei Deputati

premesso che:

la Compagnia di bandiera del nostro Paese è stata fondata nel 1946 con la denominazione di Alitalia -Aerolinee Internazionali Italiane, sotto il controllo dell’Iri e con una partecipazione minoritaria dell’inglese BEA-British European Airways.  Alitalia esercitava all’epoca le sole tratte internazionali, mentre quelle domestiche erano coperte dalla LAI -Linee Aree Italiane, anch’essa controllata dall’Iri con una partecipazione dell’americana Twa. Nel 1957 la LAI è confluita nell’Alitalia che ha assunto la denominazione di Alitalia -Linee Aeree Italiane;

la proprietà di Alitalia è passata nel 1957 dall’Iri al Ministero delle partecipazioni statali, per poi tornare dal 1963 nuovamente all’Iri.  Nel dicembre del 2000, nell’ambito della liquidazione dell’Iri, il pacchetto di controllo è stato trasferito all’attuale Ministero dell’economia e delle finanze(Mef).  Nel 1968 è avvenuta la quotazio ne in borsa (curata da Mediobanca) delle azioni privilegiate (cat. B), emesse nel 1964 . Nel 1974 esse erano detenute dall’Iri per il 55% circa, mentre il controllo sul capitale ordinario (cat. A) superava il 98%. La partecipazione nel capitale privilegiato si è incrementata nel tempo, in prima battuta ad esito dell’aumento di capitale dell’ottobre 1976 toccando l’87% per poi arrivare  a quasi il 99% nell’ottobre1982 dopo la ricapitalizzazione riservata alle azioni privilegiate;

L’ultima variazione significativa nell’azionariato è caduta a fine 2005 quando è stata varata l’ultima importante ricapitalizzazione di Alitalia, pari a circa un miliardo di euro. Il Mef, in coerenza con gli impegni assunti con la Commissione Europea in sede di approvazione del piano di ricapitalizzazione, ha sottoscritto una quota dei diritti di opzione tale da portare la propria partecipazione sotto il 50%: l’aumento è stato quindi sostenuto per 489 milioni di euro, mentre 26,6 milioni di diritti inoptati sono stati ceduti a investitori istituzionali;

tra il 1974 ed il 2007 Alitalia ha cumulato perdite pari a 6,1 mld. di euro in moneta del 2014. La gestione di Alitalia, a far data dal 1974 e fino al 2007 relativamente alla gestione in bonis (3,3 mld. a valori 2014) e successivamente fino al giugno 2014 sotto  la  gestione commissariale (4,1mld.), ha prodotto in via indicativa e approssimata un onere complessivo a  carico del settore pubblico e della collettività stimabile in circa  7,4 mld. di euro;

con decreto del Ministro dello sviluppo economico in data 2 maggio 2017 è stata disposta l’ammissione della società Alitalia – Società Aerea Italiana Spa alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39. Il provvedimento è stato adottato su istanza dell’impresa che – preso atto della sopravvenuta impossibilità di dare corso alle iniziative di risanamento prefigurate dai soci, anche in tema di ricapitalizzazione e di rifinanziamento della società, a seguito dell’esito negativo della consultazione dei lavoratori sulle misure occupazionali previste – ha deliberato, su proposta del management, la richiesta di ammissione all’amministrazione straordinaria, quale procedimento più congruo in relazione alle necessità di salvaguardia dell’azienda e dei lavoratori;

la società presenta un’esposizione debitoria complessiva pari a circa 3 miliardi di euro e si trova in una situazione di gravissima criticità finanziaria, tale da impedire l’adempimento delle obbligazioni correnti, comprese quelle funzionali all’esercizio dell’attività di collegamento aereo. La società ha infatti precisato che, alla luce delle previsioni elaborate in data 24 aprile 2017, la cassa potrebbe venirsi ad esaurire in termini brevissimi, nell’ipotesi in cui la società stessa fosse richiesta di acquistare beni e servizi a fronte dell’immediato pagamento ovvero di costituire depositi a garanzia delle proprie obbligazioni.

la notizia della richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria ha indotto l’International Air Transport  Association (IATA) a richiedere, con comunicazione del 26 aprile 2017, quale condizione per permettere all’Alitalia di continuare a partecipare ai sistemi di Business and Settlement Plan della stessa IATA e della IATA Clearing House, la costituzione e il pagamento di un deposito anteriormente alla presentazione della domanda per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, a pena della sospensione della società dalla partecipazione a tali sistemi, con conseguente pregiudizio della continuità operativa dell’azienda;

alla luce delle previsioni effettuate dalla società, le esigenze finanziarie legate all’esercizio dell’azienda per il semestre di riferimento (maggio-ottobre 2017) sono stimate in 597 milioni di euro;

Lo scenario competitivo ci consegna un quadro dove i principali competitor di Alitalia stanno andando verso un modello ibrido (posizionamento a metà tra modello low cost puro e network carrier tradizionale, vedi United o Air Canada per modello ibrido), mentre Alitalia è ancora un network carrier ovvero una compagnia di bandiera tradizionale;

 

Alitalia ha seri problemi di costo nelle manutenzioni che devono essere riportate in house senza se e senza ma: è inconcepibile che una compagnia della soglia dimensionale di Alitalia abbia negli anni attuato una politica di esternalizzazione delle manutenzioni perdendo molte delle certificazioni e del know-how che erano il proprio vero tesoro, vedi il caso di Alitalia Maintenance System (Ams);

 

la crisi di Alitalia avviene in un contesto, come quello del trasporto aereo, che può garantire solide basi di crescita economica. Difatti, considerando complessivamente l’impatto diretto, indiretto, indotto e catalitico degli aeroporti europei si stima che questi contribuiscano all’occupazione complessiva per 12,3 milioni di unità circa, generando redditi da lavoro e capitale per più di 350 miliardi di euro e contribuendo alla formazione del valore aggiunto per più di 670 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’Italia il dato si colloca leggermente al di sotto della media europea e assume un valore pari al 3,6%.

impegna il Governo:

a delineare una strategia chiara per ricercare le soluzioni più idonee in modo da definire un progetto di rilancio e ristrutturazione di Alitalia che preveda che anche il ricorso alle aziende partecipate dello Stato e la ricerca di partner impegnati nel trasporto aereo;

FASSINA