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Mozione giochi olimpici Roma 2024

Impegno per il Sindaco e per la Giunta Capitolina per lo svolgimento del Referendum sui costi e sui benefici derivanti dallo svolgimento dei XXXIII Giochi Olimpici e XVII Paralimpici del 2024

 

Premesso che in data 15 Dicembre 2014 il Presidente del Consiglio ha avanzato la candidatura della città di Roma ad ospitare le Olimpiadi i 2024

Preso atto che successivamente si è costituito il Comitato promotore dei Giochi olimpici di Roma 2024, presieduto da  Luca Cordero di Montezemolo, che ha proceduto alla stesura di un progetto con Roma principale città ospitante dell’evento sportivo che è stato sottoposto alla valutazione del Comitato olimpico internazionale

che in data 14/04/2015 è stato nominato Enric Truñó i Lagares consulente strategico del sindaco Marino per la candidatura olimpica di Roma ai Giochi 2024.

che in data 17/06/2015  si è svolta in Campidoglio la riunione dei Capigruppo sulla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024.

che in data 25/6/2015 è stata approvata dall’Assemblea Capitolina la mozione a sostegno della candidatura Olimpiadi 2024.

che in data 16/07/2015 è stata presentata al Comitato olimpico internazionale a Losanna la candidatura ai Giochi del 2024.

che in data 12 settembre 2015, è stata ufficializzata la candidatura olimpica con la firma in Campidoglio della lettera indirizzata al Cio (Comitato Olimpico Internazionale) con la quale Roma si candida ad ospitare i Giochi del 2024.

che in data 17 febbraio 2016, Roma ha manifestato i propri piani organizzativi riguardanti l’organizzazione delle Olimpiadi 2024.

Considerato che nonostante tutti i passaggi evidenziati ad oggi non sia stato ancora reso pubblico il dossier con le cifre ufficiali per l’organizzazione dei Giochi Olimpici 2024 per il quali si ipotizza un budget di partenza tra gli 8 e i 10 miliardi;

che già nel 2011 l’Italia si era candidata all’edizione 2020 delle Olimpiadi, ma che l’allora premier Mario Monti aveva rinunciato ad assumere l’impegno della garanzia economica perché i costi eccessivi per l’organizzazione dei Giochi nella Capitale avrebbero potuto mettere a rischio i conti dell’Amministrazione Capitolina e dei contribuenti italiani perché si trattava di un impegno finanziario molto gravoso;

che negli ultimi anni, i budget presentati dalle città in sede di candidatura olimpica sono stati sistematicamente e largamente sforati e che le spese effettive sono sempre lievitate rispetto alle previsioni iniziali, in alcuni casi con uno scostamento sistematico dei costi finali rispetto al budget preventivo anche dell’800%, con evidenti conseguenze sulle tasche dei contribuenti;

che a tutt’oggi da parte del Comitato promotore non è stato predisposto un piano economico-finanziario dettagliato e completo di concerto con le autorità sportive e locali interessate, che contenga un dettaglio dei costi stimati iniziali e di quelli finali previsti, dei possibili benefici sul prodotto interno lordo e dell’impatto occupazionale e, inoltre, a sottoporre, altresì, tale piano al vaglio del Parlamento;

che entro la data del 7 ottobre 2016 il governo dovrà presentare le garanzie e che al termine dello stesso mese si riunirà a Doha l’Assemblea dei comitati olimpici;

che il 3 febbraio 2017 è il termine per la consegna definitiva del dossier dopo il quale le città candidate potranno iniziare la promozione a livello internazionale;

L’ASSEMBLEA CAPITOLINA IMPEGNA

IL SINDACO E LA GIUNTA

ad indire, in coincidenza con il voto per il referendum costituzionale previsto per il prossimo autunno, un referendum consultivo, secondo le previsioni della normativa vigente, sulla candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2024 e valutare alla luce del risultato del referendum consultivo cittadino la eventuale conferma della candidatura ufficiale al Comitato Olimpico Internazionale.

 

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