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Roma deve ripartire dai trasporti pubblici

Intervista per Metro di Paolo Chiriatti

La sua candidatura a sindaco e l’affiancamento con l’ex primo cittadino Ignazio Marino, rappresentano per il centrosinistra una spina nel fianco. Il diretto interessato, Stefano Fassina, spiega a Metro i motivi della sua discesa in campo, per molti versi ancora in fase di assestamento, e il suo programma per Roma.

Onorevole, la sua corsa al Campidoglio è vista da molti come un modo per indebolire il centrosinistra.
Mi sono candidato per marcare la discontinuità iniziata con Marino.

Si candiderà anche lui? Farete le vostre primarie? Ci sono altri nomi vicini alla vostra compagine, rappresentata in larga parte da Sel e Sinistra Italiana, o anche degli outsider?
Ci stiamo lavorando, il confronto non è nelle segrete stanze di qualche partito, ma nelle assemblee con i cittadini. E ci sono altre persone autorevoli che stanno ragionando con noi se candidarsi. Con noi ci sono anche i tantissimi delusi dal Pd.

Aspettate l’esito delle primarie del centrosinistra?
Il nostro lavoro è indipendente da ciò che fanno gli altri.

Bene, allora parliamo di programmi. Da dove iniziare?
Dal trasporto pubblico. Per me è l’asse portante intorno al quale ogni altro aspetto di Roma può migliorare. Usando un’espressione calcistica La città vince col 4-3-3: l’unione dei quattro passanti ferroviari per dare ai pendolari un raccordo su ferro che abbraccia la Capitale. Tre linee della metropolitana, oggi incomplete: la Metro C deve proseguire fino in centro e intersecarsi con la linea A. E la linea B deve essere prolungata fino a Casal Monastero. Infine, tre linee di tram a lunga percorrenza. Da qui si potrà ragionare su pedonalizzazioni più ampie e sull’incremento delle ciclabili.

Sarebbe auspicabile. Ma con quali soldi? Il Comune è in continua sofferenza economica, non solo per il Tpl.
Ci sono risorse che possono essere liberate, come i 200 milioni di euro che ogni anno vanno dall’addizionale Irpef del Comune alla gestione commissariale. Liberiamo questi fondi, liberiamoci anche dei contratti derivati sottoscritti dal Comune ai tempi di Veltroni. E ancora, sul Tpl, riteniamo che per troppo tempo dalla Regione, e mi riferisco in particolare all’era Polverini, Roma abbia ricevuto troppo poco. E poi si devono recuperare risorse dalla lotta all’evasione. Penso alle tasse per l’occupazione di suolo pubblico, o a quanti non pagano i biglietti per i mezzi pubblici. E ancora, nonostante la gestione commissariale, il Comune spende il 60% in più della media nazionale per l’ordinaria amministrazione, dalla gestione dei computer alla telefonia.

Olimpiadi, asili nido, occupazioni e sgomberi. La sua politica sembra discostarsi su questi temi da quella del suo alleato Ignazio Marino.
Le Olimpiadi immaginate da Marino sono diverse dal progetto che ha preso forma poi. Stiamo raccogliendo le firme per un referendum nel quale siano i romani a esprimersi in merito. Sugli asili nido comunali e le scuole per l’infanzia sono contrario alle privatizzazioni. E sulle politiche per la casa credo che l’azione di Marino su Affittopoli andasse nella giusta direzione. Oggi invece sono finiti nello stesso calderone i privilegiati e chi non ha alcuna risorsa e ha diritto a un alloggio sociale. E oggi ne fanno le spese anche le tante realtà sociali che avevano recuperato senza chiedere nulla spazi abbandonati del patrimonio comunale resituendoli alla città.

 

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