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Roma: sindaca blocchi aumento tariffe idriche Acea

E` inaccettabile l`ulteriore aumento delle tariffe idriche proposto per Ato2 da Virginia Raggi in veste di presidente della Citta` metropolitana di Roma: un aumento del 19 per cento per il prossimo triennio, quando l`inflazione e` sostanzialmente nulla, dopo un aumento del 6 per cento nel triennio alle nostre spalle. E` un`impennata dovuta soltanto in piccola parte a maggiori investimenti programmati su una rete colabrodo con l`obiettivo minimale di portare le perdite al 30 per cento. La parte piu` rilevante dell`aumento e` finalizzata a continuare a garantire rendite stratosferiche ai soci privati: infatti, il piano industriale di Acea appena approvato prevede, per le attivita` idriche, un Ebitda in rapida crescita fino a 704 milioni di euro nel 2024.
Come le autostrade  anche la gestione dell'acqua e' un monopolio naturale che, affidato ai privati di fatto al comando di Acea, determina tariffe sempre piu' elevate, pochi investimenti, nessun rischio e rendite stellari. Ma la gestione pubblica dell'acqua non era una delle 5 stelle del Movimento? Dall'inizio della consigliatura proponiamo mozioni, sempre bocciate, per affidare a un'azienda comunale speciale le attivita' idriche di Acea. La scusa per il no e' stata l'attesa degli esiti di una commissione di studio da istituire nella Citta' metropolitana. Sono passati tre anni dall'annuncio. Che fine ha fatto la commissione? La sindaca deve ritirare la proposta, ancora piu' vergognosa in tempi di Covid. Oltre a sostenere la mozione presentata dal Pd, chiediamo una riunione urgente della commissione Trasparenza del Campidoglio per audire gli amministratori di Acea. E' irricevibile la loro scusa che non possono intervenire in quanto la societa' e' quotata.