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Sarò il Ranieri di queste elezioni

ROMA Il 5 giugno si avvicina, Metro ha intervistato Stefano Fassina, in corsa per Sinistra Italiana e Sel, ragionando con lui sulle azioni da mettere in campo per la città. Lui è sicuro di arrivare tra i primi al Campidoglio: «Il ballottaggio è alla nostra portata. I sondaggi dicono il contrario? Nemmeno i bookmakers avevano puntato su Ranieri»

Partiamo dalle municipalizzate. È possibile rendere efficiente la galassia di partecipate, o non è meglio privatizzarle?
Ogni partecipata merita un discorso a parte. Prendiamo  Acea, Ama e Atac, colossi che erogano servizi essenziali . Il dibattito è fermo a 25 anni fa: privatizzare sì o no. La questione centrale è la gestione delle municipalizzate. Credo che per ciascuna di esse vada fatto un piano industriale ad hoc e la verifica del management. In Ama il lavoro di Fortini sta andando in questa direzione, così come su Atac il dg Rettighieri ha segnato una discontinuità. Su Roma purtroppo ha pesato la Parentopoli dell’ex sindaco Alemanno. In città come Londra si è tornati alla gestione pubblica dei trasporti, perché il privato aveva portato a tariffe più alte e servizi più scadenti. Se penso ad Acea, riporterò questa azienda in asse con l’esito del referendum sull’acqua pubblica.

Le casse capitoline sono un disastro. Come può un sindaco garantire la tenuta sociale della città?
Ristrutturando il debito Capitolino con la Cassa depositi e prestiti. I romani pagano tassi di interesse del 5%, quando allo stato attuale il costo del denaro è quasi pari a zero. Abbassando di 4 punti i tassi si recuperano 200 milioni di euro l’anno. Risorse reali con le quali si possono stabilizzare le insegnanti precarie di nidi e materne comunali, abbassare l’Irpef e dimezzare la Tari per le attività artigiane in difficoltà. E garantire a disoccupati e studenti l’uso gratuito del Tpl.

Campi rom. Come superarli?
Senza spendere un euro in più rispetto alla gestione attuale. Si deve procedere a un loro censimento e indirizzare l’inclusione nel mondo del lavoro e della scuola, e creare micro-insediamenti in aree che non siano già disagiate. Altri suggeriscono le ruspe, dietro le quali c’è il nulla.

Turismo. Un tesoro gestito male. Come rilanciarlo?
Se Roma non funziona per i romani figuriamoci per i turisti. Il primo punto è rilanciare i trasporti: 4 passanti ferroviari per unire Roma alle province confinanti; il compimento della linea C e il miglioramento delle linee A e B, e 3 direttrici tramviarie che attraversano tutta la città. E ancora: riattivare il Tevere come linea di transito verso il litorale. Roma ha il mare, un’immensa risorsa turistica sfruttata male. Contemporanemante bisogna concertare con le associazioni di categoria un’offerta turistica di qualità e per tutte le tasche.

(PAOLO CHIRIATTI)

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