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UE: No Mes, BCE deve aumentare acquisti titoli di stato UE

No Mes, ma Bce. Seppur strumentalmente, dalle parole della sen Bonino oggi, vengono fuori i dati di realtà che da mesi proviamo a mettere in evidenza a fronte di tanta propaganda: c’è il soltanto il Mes per avere fondi disponibili a breve dall’Ue. Il Recovery Fund, nel migliore dei casi, arriverà a fine 2021 o nel 2022. Il Sure, il fondo per il sostegno ai disoccupati, è bloccato dalle condizioni di unanimità e dal versamento delle garanzie da parte di tutti gli Stati Ue. Sarà, quindi, indisponibile per l’anno in corso, ossia per la fase più acuta di bisogno. Infine, la Bei può al massimo dare garanzie marginali per il credito alle imprese. Di fronte a questo quadro, è ancora più evidente che non possiamo rassegnarci al ‘Mes sanitario’: una strada inutile ai fini delle nostre esigenze finanziarie, ma efficacissima a ridurre ulteriormente la nostra residuale autonomia di politica economica, quindi a rendere ancora più stringenti regole di finanza pubblica insostenibili, sospese ma presto ripristinate, come annunciato dal Vice Presidente Dombrovskis. La strada da percorrere, l’unica rilevante a dare sostenibilità al nostro debito pubblico e all’eurozona, è la Bce. Gli interventi delle banche centrali dell’Eurozona sono importanti ma ancora drammaticamente insufficienti. Gli acquisti di Titoli di Stato devono ampliarsi al più presto, in una prospettiva di tenerli in perpetuo, in linea con quanto fanno tutte le altre banche centrali, a cominciare dalla Federal Reserve, la Bank of England e la Bank of Japan. Nel sostegno alla Bce dovrebbe concentrarsi l’offensiva politica del nostro governo e dei governi europei lungimiranti.

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