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Voto assemblea capitolina su beni comuni

Lunedì, torna al voto in Assemblea Capitolina, per la quarta volta, dopo due “pareggi” e assenze del numero legale, la proposta di Delibera di iniziativa popolare “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani”. Non la condivido. Di seguito spiego perchè.
La proposta affronta un tema fondamentale. Un tema al quale le associazioni proponenti, attive nel territorio romano con tante iniziative di qualità e di interesse pubblico, hanno lavorato con serietà, professionalità e passione. E’ un tema al quale dedico da tanti anni massima attenzione e sul quale, per superare la vigente Delibera 140 del 2015, finalizzata a fare cassa attraverso il patrimonio capitolino utilizzato a fini sociali, ho presentato, nel 2017, dopo un lungo e approfondito confronto con tanti spazi sociali, comitati e associazioni della Capitale, una proposta di Delibera di Iniziativa Consigliare, ahimè bocciata in Commissione Patrimonio di Roma Capitale nel maggio 2019. E’ un tema sul quale, grazie all’apporto dell’ex giudice costituzionale Paolo Maddalena, ho presentato una Proposta di Legge (A.C. 1617, 21 Febbraio 2019). E’ un tema sul quale ho espresso, in un commento su Il Fatto Quotidiano del 31 Gennaio 2019 (qui: https://cutt.ly/cjNWTuk ), rilievi critici e una visione alternativa alla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare del comitato per i beni comuni intitolato a Stefano Rodotà. Per completare il quadro, va ricordato anche che è un tema sul quale ha legiferato la Regione Lazio a Giugno 2019. Infine, è un tema sul quale, a fine Dicembre scorso, la Giunta Raggi ha approvato, limitatamente al patrimonio indisponibile di Roma Capitale, una Delibera di rinvio e di sostanziale de-responsabilizzazione politica rispetto alla Delibera 140 del 2015.
La proposta di delibera al voto lunedì pomeriggio in aula Giulio Cesare promuove obiettivi totalmente condivisibili, gli stessi indicati sia nella “mia” proposta di delibera, sia nella “mia” proposta di legge: il valore costituzionale dell’autonoma iniziativa dei cittadini, la sussidiarietà orizzontale, il protagonismo dei cittadini per l’effettiva realizzazione dell’interesse pubblico, il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione di legami di comunità.
C’è, però, tra gli altri, un punto di differenza sostanziale e decisivo per il mio orientamento di voto in Consiglio Comunale: i “Patti di Collaborazione”, previsti anche nel “mio” atto consigliare, a chi sono rivolti? Chi sono “i cittadini attivi” ai quali si affidano i beni capitolini? Nella “mia” proposta di Delibera del 2017, possono essere soltanto i soggetti del Terzo Settore, ossia soltanto attività non profit. Invece, nella proposta di Delibera di Iniziativa Popolare al voto domani, in linea con la ricordata Legge Regionale n. 10 del 2019 (Art 2, comma 1, lettera e), i cittadini attivi sono anche “i soggetti di natura imprenditoriale” (Art 2, comma 1, Lettera c) e l’intervento per l’affidamento dei beni capitolini “è aperto a tutti i soggetti, singoli o associati, senza necessità di ulteriore titolo di legittimazione” (Art 4, comma 1). Quindi, anche Srl e Spa. In sostanza, la Delibera di Iniziativa Popolare per il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani”, include potenzialmente gestioni privatistiche e imprese for profit. Pertanto, i beni capitolini vengono esposti ad un rischio inaccettabile. E’ un dato che mi porta a non poter condividere la proposta.
La contromisura evocata dai proponenti, ora avvertiti del rischio, è di approvare la proposta di Delibera (inemendabile in Consiglio in quanto di iniziativa popolare) e lavorare immediatamente a introdurre correzioni. E’ una strada non affidabile. La consiliatura è agli sgoccioli. La maggioranza in difficoltà: ad esempio, per rimanere in tema, in oltre un anno di discussione in Commissione Patrimonio, non siamo riusciti a approvare la proposta di Delibera sul patrimonio indisponibile sottoscritta dal Presidente della Commissione Ardu e da altri consiglieri M5S. Insomma, la probabilità che le correzioni non arrivino entro la fine dell’attuale consiliatura è altissima. Per quanto mi riguarda, sarebbe irresponsabile l’approvazione al buio di una normativa pericolosa. Tuttavia, la mia valutazione sulla praticabilità delle correzioni immediate può essere erronea. Se fosse così, se la via delle correzioni immediate fosse invece affidabile, allora una soluzione per me condivisibile esiste: saltiamo il voto previsto domani, correggiamo la proposta di Delibera di Iniziativa Popolare, come anche i proponenti condividono, per eliminare i rischi di affidamento dei beni capitolini a soggetti e gestioni for profit e presentiamola, con le firme di tutti i consiglieri favorevoli agli obiettivi da raggiungere, come proposta di Delibera di Iniziativa Consiliare di diretta derivazione dalla Delibera di Iniziativa Popolare. La mia firma ci sarebbe e ci sarebbe il mio voto favorevole: il mio impegno sarebbe convinto e determinato.