Jobs act: ancora conferme del fallimento

Anche oggi l’Istat conferma gli effetti di precarizzazione del Jobs Act:  nel 2017, vi sono 173.000 occupati in più, ma il saldo è dato da un aumento di 303.000 contratti a tempo determinato, in larga misura part-time involontario, e una diminuzione di 25.000 contratti a tempo indeterminato, oltre alla riduzione di 105.000 attività di lavoro indipendenti. Inoltre, l’aumento dell’occupazione riguarda soltanto gli ultra 50-enni bloccati al lavoro dall’innalzamento dell’età di pensione. Nonostante i 20 miliardi di decontribuzione per i neo-assunti, sono risultati diametralmente opposti a quelli previsti e raccontati dalla propaganda del Pd. Per la buona e piena occupazione, è necessario un programma di in investimenti pubblici in piccole opere, come proponiamo da 4 anni in ogni legge di bilancio e come è indicato nel programma di Liberi e Uguali.