Roma: su sgombero La Barbuta, basta spot e ruspe, serve integrazione

Lo sgombero stamattina del campo de La Barbuta in diretta televisiva con preannunciato arrivo di ruspe è un vergognoso spot elettorale alla Salvini.
E’ davvero triste lo sciacallaggio attuato dalla Sindaca per tentare di recuperare qualche voto. Siamo sempre stati d’accordo sulla necessità e urgenza di superare i campi rom, ghetti invivibili e pericolosi. Ma per raggiungere l’obiettivo, quando hai come riferimento persone, non ‘scarti umani’, devi costruire pazientemente percorsi alternativi per l’integrazione, come previsto dalla Strategia europea. Invece, soltanto atti formali e burocratici: l’amministrazione comunale non ha offerto ai residenti soluzioni alternative realmente praticabili, in primis in termini di abitazioni e di continuità scolastica. Le famiglie sgomberate saranno in mezzo alla strada in qualche altra periferia della città, problemi sociali e di ordine pubblico aggravati, ma si vedranno dopo il 4 Ottobre. Il superamento e l’integrazione dei campi Rom è un’altra pesante eredità per la prossima Giunta e Consiglio.

5 anni al Campidoglio Ora continuerò fuori a lavorare per Roma

Si è conclusa la mia esperienza di consigliere comunale di Roma Capitale. Sento il dovere morale e politico di un breve rendiconto della mia attività. Sono stato eletto 5 anni fa, era Giugno 2016, come candidato Sindaco per la lista “Sinistra per Roma”. Sono stati 5 anni intensissimi, bellissimi, faticosissimi. Aggiungerei, con un pizzico di presunzione, 5 anni utili alla parte di città che ci aveva dato fiducia. Mi sento di affermare, con un ulteriore pizzico di presunzione, 5 anni utili anche ai settori sociali più in difficoltà che, spesso abbandonati dal centrosinistra, si erano rivolti al M5S ma sono presto rimasti senza risposte o hanno subìto risposte radicalmente contraddittorie rispetto alle facili promesse elettorali. Sono stati 5 anni di irrobustimento e spesso di ricostruzione di legami di rappresentanza. Sono stato un “consigliere di strada”, presente il più possibile nei luoghi dei conflitti e delle emergenze della nostra vasta città: da Valle Galeria a Tor Bella Monaca, da Casal Bruciato a Spinaceto, da Cardinal Capranica a Val Cannuta.

In Assemblea Capitolina, mi sono comportato sempre da consigliere di minoranza, non di opposizione: sulle proposte della Giunta Raggi, ho preso posizione e ho votato in riferimento al programma di Sinistra per Roma, senza pregiudizi. Quindi, qualche volta a favore, spesso, sempre più spesso, in particolare sulle “municipalizzate”, contro ma sempre attento al merito. Nell’attività di consigliere comunale di Sinistra per Roma, ho seguito tutti i temi più importanti portati in aula Giulio Cesare, ma ho dato massima attenzione alle questioni sociali squadernate in una Capitale sempre più piagata dalla precarietà e dallo sfruttamento del lavoro e dalle disuguaglianze: ho concentrato il mio impegno per la ristrutturazione delle aziende partecipate e per la re-internalizzazione dei servizi fondamentali e delle lavoratrici e dei lavoratori in esse impegnati (qualche punto lo abbiamo segnato, ad es. per gli Aec, gli assistenti educativi e culturali per gli studenti con disabilità); per il diritto all’abitare; per la difesa del tessuto associativo dagli attacchi della Giunta Raggi a colpi di Delibera 140/2015.

A seguito della tragedia del Covid, ho lavorato per soccorrere l’universo del commercio anche ambulante, dei tassisti e dei servizi, in particolare le attività culturali e ricreative. Nell’attività quotidiana in Campidoglio e nel dibattito pubblico e politico, sono stato colpito dall’attenzione dedicata al decoro urbano e dall’indifferenza riservata al degrado sociale. Rabbia verso gli scarti materiali. Rassegnazione verso gli “scarti umani”. Da ottobre prossimo, continuerò a impegnarmi per Roma “soltanto” da Deputato della Repubblica. Non mi ricandido per il Consiglio Comunale, nonostante le tante gratificanti richieste. E’ giusto e utile promuovere il rinnovamento, qualificato, della classe dirigente. Sono tante le donne e gli uomini dotati dello spessore morale, delle potenziali capacità amministrative e della credibilità personale e politica per svolgere un adeguato lavoro di rappresentanza istituzionale. Lungo le strade di Roma, anche nelle condizioni più dure, ho incrociato per tanti anni Giuseppe Libutti, un giovane avvocato, molto preparato sul piano professionale e molto impegnato sul versante sociale e della Costituzione (Giuseppe è anche vice-Presidente dell’Associazione “Attuare la Costituzione”, guidata da Paolo Maddalena). Giuseppe non è espressione retorica di “società civile”. E’ società civile di provata esperienza sociale e politica, politica intesa come attività al servizio della Polis. E’ candidato al Consiglio Comunale di Roma Capitale nella lista Sinistra Civica Ecologista, nella coalizione per Roberto Gualtieri Sindaco. Lo sosterrò e chiederò di sostenerlo.

Infine, per chi ancora prova a screditare il mio impegno in Campidoglio in quanto svolto contestualmente al lavoro di parlamentare, ribadisco che l’attività in Assemblea Capitolina è stata, ovviamente, senza remunerazione. Evidenzio anche che, dati i compensi a gettone previsti per chi occupa gli scranni dell’aula Giulio Cesare, per poter svolgere pur al minimo la funzione di consigliere comunale, è inevitabile fare un’altro lavoro, a meno di non essere ricchi o pensionati. Anzi, sottolineo che il privilegio di fare il parlamentare mi ha consentito di aiutare l’attività di consigliere comunale, da ultimo, soltanto per fare un esempio, con l’approvazione dell’emendamento per le società municipalizzate, in particolare Farmacap.

Sul lavoro strage quotidiana e ammuina sul Greenpass

Un altro morto sul lavoro. Una strage quotidiana. 3 vite spezzate al giorno, mentre continua un’assurda ‘ammuina’ contro il greenpass che lederebbe i diritti di lavoratrici e lavoratori come se le aziende e le scuole non fossero parti integrate nella comunità e non vi fosse un dovere di responsabilità da praticare, oltre a un diritto da esigere e garantire. Sarebbe un salto di qualità da medaglia olimpica se dedicassero un centesimo del tempo speso contro il green pass al potenziamento delle politiche per la sicurezza nel lavoro. Le leggi per la sicurezza sul lavoro sono adeguate, ma sono poco applicate per scarsa formazione e per dolo, come documentano sempre più vittime di macchinari a dispositivi per la sicurezza manomessi o non riparati. Le previste assunzione di ispettori sono soltanto il primo passo di un’offensiva capillare che coinvolga attivamente le rappresentanze sindacali e datoriali

Si vincoli deposito Atac a piazza Ragusa per interesse pubblico

Stamattina, a Piazza Ragusa, con il Forum dei comitati e delle associazioni del territorio per vincolare all’interesse pubblico il deposito Atac. Grazie al senso di responsabilità delle opposizioni in Campidoglio nel passaggio del bilancio di assestamento, oggi la Giunta Raggi può fare l’offerta per evitare che venga venduto e diventi un magazzino Amazon. Ma è solo il primo passo, difensivo. Dobbiamo andare all’attacco per un percorso partecipato dai cittadini affinché il deposito diventi funzionale al trasporto pubblico sostenibile, come previsto dal Pums, e alle priorità del quartiere di Piazza Ragusa. I candidati Sindaco, a cominciare da Roberto Gualtieri sostenuto dalla nostra lista Sinistra civica ecologista, devono prendere impegni vincolanti.

Sostegni bis: ok a risanamento municipalizzate

Una buona notizia per le aziende municipalizzate, in particolare quelle di Roma Capitale. In Commissione Bilancio, abbiamo appena approvato l’emendamento al Dl Sostegno bis per disinnescare la norma di legge che determina la messa in liquidazione delle societa’ partecipate dalle amministrazioni pubbliche quando hanno, nel quinquennio, 4 bilanci in rosso.
La messa in liquidazione può  essere evitata “qualora il recupero dell’equilibrio economico delle attività svolte sia comprovato da un idoneo piano di risanamento aziendale”.
Non è un colpo di spugna. Per Roma vuol dire poter salvare Farmacap.

Roma: per le elezioni, uniamo i percorsi fuori dal Pd.

Per dare una sterzata in termini di credibilità politica e programmatica al centrosinistra a Roma, dobbiamo unire i gruppi e le personalità a partire da chi, fuori dal circuito del Pd e dintorni, si è impegnato nelle primarie per la scelta del candidato Sindaco e dei candidati alla Presidenza di Municipio.
Condivido le valutazioni di Giovanni Caudo riportate da alcuni siti giornalistici: “il centrosinistra per com’è non è soddisfacente e va ristrutturato. Non serve un altro partitino.” Apprezzo l’onestà intellettuale delle sue parole: “noi non abbiamo le forze per la Lista Caudo.”. Vale anche per Sinistra per Roma. E, aggiungo, non serve neanche l’ennesima riedizione di una listarella identitaria di sinistra. Dobbiamo fare uno sforzo unitario intorno ad alcune discriminanti programmatiche in netta discontinuità con gli atti dei nostri precedenti governi della città. Dobbiamo ancorare le discontinuità di programma ad una classe dirigente rinnovata, qualificata dalla militanza sociale, culturale e politica nei territori. Giovanni Caudo, dopo Roberto Gualtieri, ha raccolto maggiori consensi il 20 Giugno scorso. Il realismo della sua analisi è una base per arrivare, in tempi rapidi, ad una proposta condivisa e convincente per la vasta area sociale e elettorale di centrosinistra e ex-M5S indisponibile a riconoscersi nel Pd.
Al lavoro, per Roma.

Roma: Sgombero la Monachina spot elettorale

È davvero fuori luogo e irritante la soddisfazione della Giunta Raggi per lo sgombero del campo de La Monachina. Come avvenuto per Camping River un paio d’anni fa, la stragrande maggioranza degli ex residenti nel campo è stata lasciata senza alternative abitative, data l’impraticabilità delle soluzioni proposte. Formalmente, si attua la strategia europea di superamento dei campi Rom. In realtà, si aggravano le difficoltà di integrazione, in particolare scolastica e si acutizza la marginalità. Si sposta in problema in altre parti della città. La legalità sbandierata dalla Sindaca è sempre più un cinico spot elettorale, completamente sganciato dalle conseguenze sociali determinate degli sgomberi. Ai residenti a La Monachina non veniva neanche rilasciata copia del cosiddetto ‘Patto di Responsabilità Solidale’ sul quale in tanti casi è stata forzata la sottoscrizione e non è stata consegnata copia dell’atto sottoscritto. Abbiamo dovuto fare accesso agli atti per far avere ai diretti interessati quanto firmato. I campi Rom vanno superati, ma la costruzione delle alternative deve essere effettiva, non un atto burocratico pre-elettorale. Oggi, la nostra città fa un ulteriore passo indietro sul terreno della solidarietà e della sicurezza.

Primarie: Stranieri in fila è integrazione, Caudo chiarisca

Spero che Giovanni Caudo chiarisca le affermazioni sul voto in V Municipio. Sono gravissime, classiste, poco consapevoli della realtà di Roma, oltre il circuito Ztl. I cittadini stranieri residenti nella nostra città che si sono messi in fila per votare sono una straordinaria opportunità di integrazione. Tanti di loro li conoscono da anni. Andrebbero sostenuti nel loro impegno. Caro Giovanni, hai fatto un buon risultato, non hai bisogno di cadere così in basso. Correggi l’errore e scusati

Sanità: il Forlanini è un bene comune

Il Forlanini è un bene comune. Lo affermiamo da oltre 10 anni insieme alle associazioni e sindacati. Anche oggi siamo tornati in piazza per chiedere, alla Regione Lazio, un rilancio della struttura che restituisca ai cittadini servizi pubblici, sociosanitari, sociali e culturali.
Riutilizzare l’ex ospedale per i servizi essenziali ai cittadini vuol dire rafforzare la sanità pubblica territoriale, fondamentale come ci ha dimostrato la pandemia, e contemporaneamente fare un’opera di rigenerazione urbana.
La regione deve ascoltare e accogliere queste richieste. Non si possono continuare a privare i territori di strutture esistenti e già adattabili a servizi territoriali, di cui in realtà la città a un estremo bisogno. Non ci rassegniamo, continueremo a batterci per un Forlanini bene comune.
 

Trasporti: la Raggi intervenga su Roma Metrpolitane

Di nuovo in forse gli stipendi di lavoratori e lavoratrici di Roma Metropolitane. Così come è avvenuto a Natale, l’inerzia ma soprattutto le cattive scelte politiche della sindaca, e in particolare dell’assessore Lemmetti, colpiscono pesantemente la vita di centinaia di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie costrette a vivere nell’angoscia. L’ appello del commissario alla sindaca e alla giunta parla chiaro, ma non è invece chiaro dove vuole andare questa Amministrazione che sta lasciando languire, quando non indurre al fallimento, troppe aziende partecipate del Campidoglio.
Roma Metropolitane è la protagonista delle attività fondamentali della metro C, già finanziate dal Mit. Un’azienda di trasporto fondamentale per attuare i progetti già avviati e quelli finanziabili con il PNRR, essenziali per la nostra città. Ma le grida d’allarme del Commissario restano inascoltate. I cittadini, i lavoratori, noi consiglieri capitolini dobbiamo avere una risposta. Chiediamo al
Presidente Palumbo di convocare al più presto una Commissione Trasparenza a cui invitare la sindaca.
Ai lavoratori, umiliati nella loro professionalità, costretti a vivere con la precarietà e l’incertezza, va la nostra solidarietà. La sindaca Raggi si impegni in prima persona a sanare una situazione, in questo scampolo di tempo rimasto.
È già troppo tardi.