Roma: per le elezioni, uniamo i percorsi fuori dal Pd.

Per dare una sterzata in termini di credibilità politica e programmatica al centrosinistra a Roma, dobbiamo unire i gruppi e le personalità a partire da chi, fuori dal circuito del Pd e dintorni, si è impegnato nelle primarie per la scelta del candidato Sindaco e dei candidati alla Presidenza di Municipio.
Condivido le valutazioni di Giovanni Caudo riportate da alcuni siti giornalistici: “il centrosinistra per com’è non è soddisfacente e va ristrutturato. Non serve un altro partitino.” Apprezzo l’onestà intellettuale delle sue parole: “noi non abbiamo le forze per la Lista Caudo.”. Vale anche per Sinistra per Roma. E, aggiungo, non serve neanche l’ennesima riedizione di una listarella identitaria di sinistra. Dobbiamo fare uno sforzo unitario intorno ad alcune discriminanti programmatiche in netta discontinuità con gli atti dei nostri precedenti governi della città. Dobbiamo ancorare le discontinuità di programma ad una classe dirigente rinnovata, qualificata dalla militanza sociale, culturale e politica nei territori. Giovanni Caudo, dopo Roberto Gualtieri, ha raccolto maggiori consensi il 20 Giugno scorso. Il realismo della sua analisi è una base per arrivare, in tempi rapidi, ad una proposta condivisa e convincente per la vasta area sociale e elettorale di centrosinistra e ex-M5S indisponibile a riconoscersi nel Pd.
Al lavoro, per Roma.

Roma:Ricandidatura Raggi errore, serve ricambio classe dirigente M5s

La ricandidatura di Virginia Raggi sarebbe un errore, e lo dico da uomo politico impegnato a costruire un rapporto con i Cinque Stelle dato che siamo in maggioranza insieme a livello nazionale. È un errore perche` il giudizio largamente condiviso dalla citta` su questi quattro anni e` un giudizio negativo, e avremmo bisogno di un atto di responsabilita` da parte della sindaca: la sua ricandidatura invece mi sembra rispondere piu` a esigenze di carattere personale che a un obiettivo politico. E` necessaria una discontinuita` nel campo del M5S in modo da costruire un rapporto che possa aprire un`altra fase politica anche per Roma, che ne ha drammaticamente bisogno: i suoi quattro anni, oggettivamente, sono stati nel migliore dei casi inconcludenti sui versanti piu` importanti della citta`, con difficolta` anche nel capire il passaggio di fase determinato dal Covid. Credo che per il bene di Roma Virginia Raggi dovrebbe riconoscere i limiti avuti in questi quattro anni e favorire un ricambio nella classe dirigente dei Cinque Stelle, cosi` da costruire un rapporto politico che possa davvero dare una svolta alla città. 

Da Piombino, la sfida per riconquistare il nostro popolo

Articolo pubblicato sull’Huffington Post

Piombino. La destra, il centro-destra per essere politicamente corretti, elegge per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana il sindaco di Piombino. È vero, le elezioni comunali hanno evidenziato la vittoria del ‘centro-sinistra’ riunito, a geometria variabile e più o meno civico, intorno al Pd in tanti Comuni importanti, anche con affermazioni nette al primo turno: da Bergamo a Modena, da Firenze a Bari.

Al secondo turno, viene brillantemente riconfermato Biffoni a Prato, un contesto difficilissimo. Il centro-sinistra si riprende anche Livorno, dopo l’incolore stagione grillina. Resiste a Reggio Emilia, ma cadono Ferrara e Forlì. Piombino, però, è un colpo insopportabile.

A Piombino c’è la parabola della sinistra storica, legata alla classe operaia delle acciaierie. Certo, la Lega che sfiora il 30% alle elezioni europee e che ora è architrave della coalizione comunale vincente non è un fulmine a ciel sereno. Il declino della sinistra ha seguito il declino delle acciaierie. La sinistra al 70% è un ricordo lontano da tempo.

Ma leggere oggi i risultati di Piombino fa male. Piombino mette tutti noi, ancora di più, davanti a un bivio: vogliamo provare a riconquistare la fiducia e la rappresentanza delle face di popolo emarginate? Oppure, consideriamo anche i nostri vecchi riferimenti sociali irrimediabilmente populisti, finanche fascisti e razzisti? Si sono rivolti alla Lega perché hanno subito una mutazione morale, oppure perché disperati, in quanto abbandonati e colpiti da chi li doveva proteggere?

Insomma, siamo di fronte a un quadro difficile, ma variegato dove è evidente il grido di dolore nel voto e dove è altrettanto evidente l’uso consapevole del voto da parte di cittadini che, nell’urna, sono meno trainati dalla ‘pancia’ di quanto i media mainstream vorrebbero far credere: nella stessa cabina elettorale, con la stessa matita in mano, nello stesso minuto, elettori e elettrici differenziano spessissimo il voto per il parlamento europeo e il voto per il Comune.

Un quadro mosso, segnato da ampi spazi di manovra, il contrario della consolatoria lettura dell’ ‘onda nera’, della ‘deriva razzista’, richiamata per giustificare con eventi soprannaturali, extra-politici, interamente sovrastrutturali, l’incapacità o la paura di leggere la fase da larga parte delle sinistre, sia quella riformista che quella cosiddetta ‘radicale’.

Un quadro da affrontare con la consapevolezza che, per ora, sono tre le polarità in campo: la destra nazionalista; un settore cosmopolita, liberal-europeista o astrattamente altro-europeista, unito o dis-unito, da ‘La Sinistra’ fino a ‘+Europa’ e loro addentellati civici, auto-confinatosi nella rappresentanza delle fasce sociali benestanti e ben-pensanti; il M5S che, in inevitabile difficoltà a causa della sua fragilità ideologica, ancora è il riferimento, sempre più tiepido e sempre meno riconosciuto, di fasce di popolo periferico.

Noi, con il movimento politico Patria e Costituzione, alle fasce sociali e agli interessi periferici vogliamo provare a parlare, dare rappresentanza e risposte utili.

Province: bene elezione diretta, M5s contrasti Lega

Ripristinare l’elezione diretta del presidente e dei consigli provinciali è necessario e urgente. Il quadro attuale, determinato da un intervento demagogico e successiva bocciatura del referendum costituzionale, è il peggiore possibile, sia in termini di democrazia che di funzionamento di un istituzione decisiva per il governo di aerea vasta e dei relativi servizi a rete. È il quadro costruito per realizzare tagli insostenibili a servizi fondamentali, nascosti dietro il taglio di modesti costi della politica. La riconquista dell’elezione a suffragio universale per le province dovrebbe essere il primo passo di un riassetto istituzionale sistemico con riattribuzione allo Stato di competenze irragionevolmente affidate alle Regioni dalla sciagurata Riforma del Titolo V della Costituzione. Il M5S ha ragioni serissime per contrastare la Lega, a cominciare dalla cosiddetta “Autonomia differenziata”. Eviti di contrapporsi a una iniziativa utile all’Italia.

Elezioni: Di Maio chiarisca su sostegno a sindaci M5S

Di Maio corregga e chiarisca le sue parole su sostegno del governo ai sindaci del M5S. Sono affermazioni gravi, in generale. Ancora più gravi oggi alla vigilia del voto. Il governo nazionale è a sostegno di ogni sindaco, senza guardare alle appartenenze partitiche perché il sindaco rappresenta tutta la sua comunità, non soltanto una parte. Di Maio lo ricordi e lo dichiari. Dopo aver affermato che `adesso lo Stato siamo noi`, il vice-presidente del Consiglio continua a fare uscite pericolose.

Consultazioni: Quirinale garantisca primato Costituzione su Trattati UE

Il voto del 4 Marzo ha premiato i partiti che hanno proposto di forzare le norme e i vincoli europei e dell’eurozona, condizione necessaria per dare risposte alla sempre più larga sofferenza economica e sociale, al di là delle favole raccontate in campagna elettorale.
Il Presidente Mattarella nelle consultazioni al Quirinale, dai racconti sui principali quotidiani, chiede il rispetto dei vincoli economici e politici dell’Ue. Così, entra in scena al massimo livello istituzionale il limite di fondo della sovranità democratica e, in particolare per noi, la contraddizione tra i principi della nostra Costituzione e i principi dei Trattati europei. Il Presidente della Repubblica è garante, innanzitutto, della nostra Costituzione e del rispetto del voto. Non possiamo seguire la Grecia dove il voto al referendum del 2015 sul Memorandum della Troika è stato brutalmente contraddetto.

Elezioni: Il populismo Thatcheriano nutre le destre

Cara Bonino con il tuo programma per Europa spalanchi praterie alla destra e agli xenofobi. Hai proposto di raggiungere il prossimo anno il pareggio di bilancio e bloccare la spesa primaria nominale per 5 anni. Vuol dire tagliare le pensioni di 40 miliardi all’anno. In confronto, la Legge Fornero diventa una carezza. Sarebbe infatti necessario ulteriore e immediato innalzamento dell’età di pensione, quindi fiumi di esodati e zero indicizzazione anche delle pensioni minime.

Bloccare la spesa primaria per 5 anni vuol dire ulteriore privatizzazione della Sanità e aggravamento della scuola pubblica. Vuol dire zero turn-over nelle pubbliche amministrazioni. In sostanza, Europa vuol dire, oltre a enormi iniquità, depressione economica e default debito pubblico. Attenzione caro Pd Europa, con il populismo thatcheriano si alimentano i populismi che si vorrebbero combattere.

Elezioni: Berlusconi ritorna alle balle del 1994

Oggi, Silvio Berlusconi è tornato alla grande. Ripartiamo dal via, dal 1994, come in un mega gioco dell’oca: Reddito di dignità per portare tutti a 1000€ al mese, senza specificare se è richiesto lavorare o se ne possa comodamente fare  a meno; pensioni innalzate fine a 1000€ al mese, estese anche alle casalinghe; decontribuzione totale per giovani neo-assunti, in continuità con l’inutile intervento da 20 miliardi del Governo Renzi nel 2015; una pioggia di agevolazioni fiscali, come nelle ultime Leggi di Bilancio renziane e gentiloniane. Poi, ovviamente, la cancellazione della Legge Fornero e la Flat tax. Insomma, più spesa e meno tasse per tutti, nell’ordine del centinaio di miliardi all’anno. In confronto, le slides di Renzi sono sobri documenti scientifici e il M5S è campione di austerità.

Sabato in piazza, al ballottaggio voterei M5S

Tratta da Il Fatto Quotidiano, intervista di Luciano Cerasa

A ostia è evidente la collusione tra estrema destra e criminalità organizzata, ci sono sentenze che provano il rapporto di CasaPound e gli Spada. E’ altrettanto chiaro che hanno occupato degli spazi sociali che la sinistra ha abbandonato ed è da li che stiamo ripartendo.
Leggi l’intervista completa

Sicilia: Bene Fava. PD irrecuperabile per sinistra credibile

Per le prossime elezioni politiche, il Pd è irrecuperabile per un progetto di governo di alternativa, all’insegna della dignità del lavoro e della democrazia costituzionale. I risultati di Claudio Fava e dei Cento Passi, come i risultati di De Donno e Laboratorio Civico X, non sarebbero stati possibili in relazione con il Pd, anche riverniciato in strumentale e improvvisata discontinuità con Renzi. Le ferite segnate sul popolo della sinistra dal Jobs Act in poi sono troppo profonde per poter essere sanate in qualche settimana di appelli unitari, di marketing elettorale e cambi di facce. Per arginare le destre e gli avventurismi grillini, è necessaria una lista unitaria a sinistra radicalmente alternativa al Pd. Altrimenti, non saremmo credibili.