Lavoro: senza blocco licenziamenti conseguenze pesantissime

Sulla mancata proroga del blocco dei licenziamenti “rischiamo conseguenze sociali pesantissime, in un quadro in cui milioni di persone hanno già perso il lavoro nell’ultimo anno. I dati Istat evidenziano che ci sono più di 5 milioni di individui in povertà assoluta. Attenzione, perché da una parte Draghi vuole prolungare lo stato di emergenza, dall’altra si vogliono sbloccare i licenziamenti. Ricordiamo che i lavoratori bloccati nelle imprese che non avrebbero lavoro sono a carico della collettività, quindi noi rischiamo di amplificare un’ondata di licenziamenti che non ha solo ragioni oggettive.

L’offensiva di Confindustria ha l’obiettivo di sostituire lavoratori 50enni più costosi con lavoratori più giovani meno costosi ed è uno scambio inaccettabile, perché noi dobbiamo allargare la torta non fare una sostituzione. La mediazione che aveva trovato Orlando secondo noi era equilibrata, purtroppo Draghi ha ascoltato troppo Confindustria e si è tornata indietro, ma così avremo una stagione di conflitto sociale pericolosa. Draghi è sicuramente competente, ma la competenza non è neutra, sta dentro una visione e dentro una vicinanza con determinati interessi, non è che se uno è competente vuol dire che faccia gli interessi generali. Col covid doveva cambiare tutto, ma sta cambiando in peggio. Vedo un’offensiva contro il lavoro che ci riporta indietro di un secolo. La sinistra, che è nata per rappresentare il lavoro e la parte più debole del lavoro, in questi anni ha assunto la visione liberista per cui non vi è più differenza tra interesse del capitale ed interesse del lavoro, questo ha portato al peggioramento delle condizioni dei lavoratori e di conseguenza l’allontanamento dei lavoratori dalla sinistra. E’ una cosa controproducente anche per le imprese, quando tu colpisci il lavoro così tanto poi colpisci anche la domanda interna.

 

Roma: Raggi obblighi Tundo a pagare gli stipendi

I lavoratori del trasporto disabili ancora senza stipendio. Sono mesi che le famiglie dei dipendenti di Tundo aspettano il correspettivo del loro lavoro, ma restano nell’incertezza anche utenti e famiglie del servizio, peraltro in un periodo gia’ cosi’ segnato da sacrifici sociali e individuali. Da giorni abbiamo rivolto una interrogazione urgente alla sindaca, ma attendiamo ancora la risposta. La Raggi attivi l’Amministrazione a risolvere il contenzioso con l’azienda o la surroghi, rifacendosi poi sulla azienda stessa: gli stipendi vanno pagati e l’attivita’ garantita. E’ inaccettabile che si possa interrompere un servizio cosi’ necessario. Sollecitiamo la sindaca a rispondere, non solo a noi, ma ai lavoratori e agli utenti del trasporto pubblico disabili.

Lavoro: E’ urgente la stabilizzazione dei precari di ANPAL

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Per sapere premesso che: L’articolo 4, comma 2-bis, del decreto-legge 101/2019, convertito dalla legge 128/2019, prescrive la stabilizzazione della platea di precari storici di ANPAL Servizi, lavoratori con contratto a termine e con contratto di collaborazione; i precari storici di ANPAL Servizi costituiscono un patrimonio strategico di competenze, per l’agenzia, e per il Paese. Soprattutto in questa fase di grave crisi economica ed occupazionale; nell’ambito delle misure governative per l’emergenza sanitaria e sociale, accanto alla proroga del blocco dei licenziamenti, ad una riforma degli ammortizzatori sociali in termini universalistici, e’ necessario un nuovo piano di rilancio delle politiche attive. Quindi e’ urgente procedere con la stabilizzazione di queste risorse professionali, che presentano fino a venti anni di anzianita’ e superato in media almeno 5 prove selettive; il 26 marzo 2020, il CdA ANPAL, con la Delibera n° 1 ha dato mandato all’A.U. di ANPAL Servizi di procedere alla assunzione a tempo indeterminato di 140 lavoratori con contratto a tempo determinato, in attuazione della L. 128/2019, procedura terminata a settembre 2020. Nonostante l’A.U. Parisi abbia dichiarato nelle Commissioni parlamentari Lavoro, che avrebbe completato le stabilizzazioni entro dicembre 2020, non sono ancora partite le assunzioni a tempo indeterminato dei 528 collaboratori storici; nella seduta dell’8 luglio 2020 del CdA. di ANPAL, dopo tre bocciature, e’ stato approvato il piano industriale 2020-2022 di ANPAL Servizi, con il solo voto favorevole del Presidente di ANPAL e il voto contrario del rappresentante delle Regioni; nell’audizione in Commissione Lavoro della Camera dei deputati del 30/7/2020, il presidente Parisi, ancora una volta, si e’ impegnato a fornire documentazione ufficiale relativamente alla ben nota questione delle spese personali, che corrispondono a circa 160.000 euro nel 2019 e che riguardano i rimborsi in business class per gli USA (71.000 euro), l’autista personale (55.000 euro) e l’appartamento in affitto a Roma (32.400 euro), ampiamente documentate da alcuni organi di stampa; in data 12 ottobre 2020 e’ stata pubblicata sul sito di ANPAL Servizi l'”indagine di mercato per l’affidamento del servizio di selezione riservata per le assunzioni a tempo indeterminato di collaboratori”, dove si annuncia che i sei avvisi di selezione riguarderanno “circa n. 520 posizioni, per le assunzioni a tempo indeterminato riservate ai collaboratori nell’ambito delle stabilizzazioni individuando 30 argomenti che saranno oggetto di selezione.  E ancora, “Il 13 ottobre, ANPAL Servizi ha pubblicato sul proprio sito un avviso, scaduto, il 27 ottobre per la ricerca di un assistente legale dell’amministratore unico, che “dovra’ altresi’ supportare l’Amministratore Unico sulle tematiche relative ai rapporti con gli organi di controllo e vigilanza della Societa’; il 16 ottobre, la Ministra ha dichiarato quanto segue: Se prima le politiche passive hanno avuto un ruolo importante per contrastare la crisi, adesso il ruolo centrale lo hanno le politiche attive. L’ANPAL e’ l’agenzia che aiuta a mettere in atto le politiche attive quindi mi aspetto un forte impegno perche” diventino centrali. Mi aspetto un cambio di passo e un impegno fortissimo, se questo impegno non ci sara’ potrebbero esserci delle conseguenze. Se intende adottare provvedimenti urgenti al fine di rimuovere gli ostacoli che rendono conclamata la paralisi di ANPAL e ANPAL Servizi; se ritenga necessario assicurare che le stabilizzazioni dovranno riguardare l’intera platea dei precari storici, come previsto dalla L. 128/2019, garantendo anche ai collaboratori il mantenimento dell’attuale sede di lavoro; quali iniziative intenda assumere, dato il ritardo accumulato, per l’avvio immediato delle stabilizzazioni dei collaboratori, tenendo conto del contesto di crisi occupazionale ed economica in cui le politiche attive dovrebbero essere strategiche per il Paese; se non intenda individuare per la stabilizzazione dei collaboratori, nell’attuale emergenza sanitaria, procedure selettive telematiche e semplificate, coerentemente all’articolo 249 del Decreto Rilancio, prevedendo selezioni per titoli e colloquio per assicurare tempestivita’, trasparenza e sicurezza, anziche’ procedere, come previsto da ANPAL Servizi, a prova scritta e orale, individuando 30 argomenti che saranno oggetto di esame; quali ragioni hanno portato ANPAL Servizi ad affidare la gestione della selezione dei collaboratori ad una societa’ esterna, piuttosto che a risorse interne, come in passato, producendo cosi’ un inutile spreco di risorse pubbliche. Per altro, l’affidamento alla societa’ esterna del processo di selezione non e’ in attuazione della L. 128/2019, come dichiarato da ANPAL Servizi nel testo dell’avviso; se conferma la decisione di Parisi di nominare nuovi dirigenti, con importanti aumenti di stipendio, invece di procedere all’attuazione della L. 128/2019 che dispone la stabilizzazione dei precari storici. Come si giustificano la nomina di nuovi dirigenti e se tale decisione e’ validata dagli organismi di vigilanza dell’Agenzia; se non intenda chiarire definitivamente la vicenda delle note spese e della presunta incompatibilita’ di Parisi, ancora contrattualizzato con la Mississippi State University.

Roma: no licenziamenti a lavoratori Chef Express di Termini

Solidarieta` e sostegno ai lavoratori di Chef Express di Roma Termini, ancora a  rischio di perdere il lavoro, dopo  settimane di mobilitazioni. Non si tratta dell`ennesima crisi aziendale, ma di una scelta di Grandi Stazioni che non rinnova all`azienda il contratto di locazione, in scadenza il 30 novembre. La scelta e` lasciare posto solo alla moda, alle grandi firme, eliminando quattro esercizi di somministrazione. Grandi Stazioni, azienda del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ascolti e risponda al grido di dolore lavoratori e si fermi. La pandemia e le misure restrittive hanno gia` determinato enormi sofferenze per lavoratrici e lavoratori. Vanno trovate soluzioni in grado di salvaguardare l`occupazione. A tal fine, abbiamo gia` il mese scorso presentato  un`interrogazione al Governo, senza aver ancora ottenuto risposta. Continueremo a incalzare il governo.

Covid: Potenziare interventi di sostegno

Per arginare il Covid, il Governo, i Presidenti di Regione e tanti Sindaci hanno imposto dolorose ma necessarie restrizioni alle libertà dei cittadini e alle attività economiche. Non mi cimento nell’ultimo sport nazionale di virologo, epidemiologo, infettivologo. Prendo doverosamente atto, ma sottolineo la necessità e urgenza di potenziare gli interventi di sostegno ai redditi di lavoratori, soprattutto Partite Iva e famiglie e di liquidità alle imprese, soprattutto le più piccole. Da quanto annunciato dal Governo, nel Decreto sulle cartelle fiscali e, soprattutto, nel Disegno di Legge di Bilancio, vi sono ulteriori importanti misure, ma vanno potenziare. Vanno allocate risorse adeguate al Fondo per il contributo agli affitti, poiché con la scadenza del blocco degli sfratti, dal 1 Gennaio centinaia di migliaia di famiglie saranno per strada. Va prorogato e rifinanziato il Reddito di Emergenza, perchè larghe fasce di lavoro informale sono alla disperazione. Vanno salvati ristoranti, bar, attività culturali e ricreative, anche svolte in forma di associazione di promozione sociale. È decisivo in termini di giustizia sociale e di spinta alla domanda interna, variabile primaria per la sopravvivenza delle imprese e la salvaguardia dell’occupazione.

Sociale Roma: Trasformare reddito di cittadinanza in lavoro

I disoccupati del Comitato “Lavoro di cittadinanza” hanno voluto dimostrare stamattina che il reddito di cittadinanza potrebbe essere messo a frutto dalla Amministrazione pubblica ed essere trasformato in lavoro. In gruppo hanno ripulito un tratto di via Tiburtina.
E’ l’esempio di quanto le polemiche politiche siano lontane dalla realtà, spinte fino a dipingere un Paese di fannulloni pronti a vivere di sola assistenza pubblica. Falso.
L’ iniziativa di oggi è stata costruita per rivendicare un quadro di programmi per il lavoro come fonte di dignità e reddito. I Comuni potrebbero realizzare piani di intervento per la manutenzione del territorio, per recuperare immobili a beni comuni, per iniziative di segno sociale e culturale. La lotta alla povertà si deve intensificare, ma è una priorità che va legata alla dignità del lavoro, non basta il solo reddito.

Mercatone Uno:comportamento indecente. Governo intervenga

Il comportamento della Sherman Holding, proprietaria di Mercatone Uno, è indecente e dimostra, ancora una volta, quanto è stato svalutato il lavoro negli ultimi decenni. Le lavoratrici e i lavoratori direttamente coinvolti, 1800, hanno appreso nella notte da Facebook il fallimento della catena di esercizi commerciali e il loro conseguente licenziamento. Stesso inaccettabile comportamento per le 500 aziende fornitrici, spesso di piccole dimensioni, mentre migliaia di clienti stamattina hanno trovato le porte chiuse. Esprimiamo solidarietà innanzitutto a chi ha perso o rischia di perdere il lavoro. Nonostante il fine settimana elettorale, il Governo deve intervenire e anticipare l’incontro previsto per la prossima settimana. Lunedì presenteremo un’interrogazione per capire quanto è avvenuto e sapere come intende agire il Governo al fine di tutelare un minimo la dignità del lavoro.

Lavoro: Alla Wind licenziamenti di fatto, Raggi intervenga

Su Wind Tre, siamo di fronte, di fatto, a un licenziamento con la richiesta da parte dell’azienda di trasferimento a Milano di circa 150 lavoratrici e lavoratori operativi a Roma. Le ragioni sono evidenti, in particolare per le donne e uomini con figli minori. Il dramma investe direttamente lavoratori, lavoratrici e le loro famiglie, ma è anche l’ennesimo messaggio di perdita di competitività della nostra città. Roma continua a perdere funzioni qualificate, in questo caso attività di finance, senza una adeguata risposta dell’amministrazione capitolina. Oltre a affrontare la questione generale, la Sindaca Raggi chieda di partecipare al ‘Tavolo’ con Wind-Tre e organizzazioni sindacali al Mise.

Lavoro: strage continua ma il governo taglia sicurezza

Anche oggi un’altra vittima di lavoro, un altro operaio. Oggi a Genova. Arrivano le frasi di rito. Anche da chi è al governo. È indecente. Il Ministro del Lavoro Di Maio ha festeggiato, a dicembre scorso, la riduzione dei contributi INAIL. Si è dimenticato di raccontare che, per compensare le mancate entrate, ha tagliato 200 milioni di euro l’anno alla formazione per la sicurezza sul lavoro e alle premialità per le imprese più attente alla sicurezza sul lavoro. Il Governo deve tacere di fronte alle morti e agli incidenti di lavoro. Prima di tornare alle parole di circostanza, deve almeno rimettere quanto ha sottratto alla sicurezza sul lavoro. 

lavoro: Colpa Jobs Act, ma Di Maio proroghi ammortizzatori

Il Ministro Di Maio deve intervenire per rinnovare la Cassa integrazione e i contratti di solidarietà in scadenza, nonostante le responsabilità siano del Governo Renzi. È vero: il Jobs Act continua a fare vittime. Passo dopo passo diventano sempre più visibili gli effetti negativi che avevano portato alcuni di noi a contrastarlo nella scorsa legislatura. Oltre a far aumentare la precarietà, oltre a rendere ancora più ricattabili lavoratrici e lavoratori, in queste settimane arrivano anche le conseguenze del taglio degli ammortizzatori sociali. Ora, circa 140.000 persone sono in pericolo, coinvolte in aziende in crisi, oggetto dei tavoli aperti al Mise. Salvarli è una priorità della prossima Legge di Bilancio. Da qui si misura il cambiamento promesso dal Governo.