Roma: su sgombero La Barbuta, basta spot e ruspe, serve integrazione

Lo sgombero stamattina del campo de La Barbuta in diretta televisiva con preannunciato arrivo di ruspe è un vergognoso spot elettorale alla Salvini.
E’ davvero triste lo sciacallaggio attuato dalla Sindaca per tentare di recuperare qualche voto. Siamo sempre stati d’accordo sulla necessità e urgenza di superare i campi rom, ghetti invivibili e pericolosi. Ma per raggiungere l’obiettivo, quando hai come riferimento persone, non ‘scarti umani’, devi costruire pazientemente percorsi alternativi per l’integrazione, come previsto dalla Strategia europea. Invece, soltanto atti formali e burocratici: l’amministrazione comunale non ha offerto ai residenti soluzioni alternative realmente praticabili, in primis in termini di abitazioni e di continuità scolastica. Le famiglie sgomberate saranno in mezzo alla strada in qualche altra periferia della città, problemi sociali e di ordine pubblico aggravati, ma si vedranno dopo il 4 Ottobre. Il superamento e l’integrazione dei campi Rom è un’altra pesante eredità per la prossima Giunta e Consiglio.

Roma, Via Salviati: Da Campidoglio e Governo solo spot

Sull’accampamento Rom a via Salviati, Roberto Torre, presidente del comitato di quartiere, denuncia ancora una volta i comportamenti propagandistici della Giunta Raggi e del Governo. Si promettono controlli, si inviano i militari per qualche giorno e si fanno spot per i social. Quando arriva da Governo e amministrazione comunale un piano credibile per affrontare la situazione insostenibile delle periferie?Quando un programma serio per superare campi indegni per chi ci vive e avviare iniziative di accoglienza diffusa e integrazione, innanzitutto scolastica. Dobbiamo aspettare l`ennesima rivolta dei residenti esasperati e strumentalizzati dalle destre fasciste? Su via Salviati presentiamo interrogazione urgente alla Sindaca Raggi.

Rom Camping River : Piano Raggi carente e virtuale

Con l`esito della vicenda del Camping River si conferma l`errore di procedere agli sgomberi senza aver predisposto delle soluzioni efficaci e praticabili, e non solo virtuali. La delibera della Giunta Raggi sul Piano rom contiene anche misure condivisibili, ma la sua traduzione operativa e` carente. La sindaca Raggi e la sua Giunta, in particolare l`assessora Baldassarre, si devono assumere la responsabilita` della praticabilita` delle soluzioni offerte. Oggi ci sono decine e decine di persone, tra cui tanti bambini, in mezzo alla strada.La situazione igienico-sanitaria precaria cui la sindaca intendeva porre rimedio si e` aggravata e si sono aggravati i problemi sociali e di sicurezza. L`assessora deve intervenire con urgenza e dare praticabilita` alle soluzioni che sostengono di aver approntato.

Nomadi: Muraro si occupi degrado in cui versano campi ROM

Bisognerebbe ricordare all’assessora Paola Muraro che il rovistaggio di cui molto si preoccupa è causato dalla povertà e non dall’essere italiani, rom, svizzeri o siriani. Punire la povertà è un pericoloso arretramento quando si ha la responsabilità del governo della Capitale di un Paese che ha più di 4 milioni di donne e uomini in povertà assoluta. Piuttosto l’assessora Muraro si occupi del degrado ambientale in cui versano i campi rom della Capitale.
I campi sono una vergogna tutta romana dov’è radicata la corruzione come già segnalato al Prefetto Tronca. L’assessore vada alla radice del problema adoperandosi per la chiusura dei campi in modo da avviare un nuovo processo di convivenza e legalità come auspicato dai principi della strategia nazionale di inclusione di rom, sinti e caminanti.

Bando Rom Tronca

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
il commissario governativo straordinario di Roma Capitale ha di recente pubblicato un bando di gara attraverso una procedura aperta per l’affidamento del servizio di gestione sociale, formazione lavoro, di interventi di piccola manutenzione e del servizio di vigilanza dei villaggi Rom;
la gara voluta dal commissario Tronca è finalizzata «all’affidamento del servizio gestionale sociale, formazione lavoro, interventi di piccola manutenzione e del servizio di vigilanza dei villaggi della Capitale». Sei lotti per altrettanti «villaggi attrezzati» (Castel Romano, Lombroso, Salone, Candoni, La Barbuta, Gordiani) e un totale di 5 milioni di euro per 21 mesi di gestione, dal 1o aprile 2016 al 31 dicembre 2017, a società e o cooperative con i requisiti richiesti (prioritario «aver realizzato negli ultimi tre esercizi 2012/2013/2014) un fatturato per servizi analoghi al settore oggetto della gara non inferiore al 20 per cento dell’importo a base di gara del lotto») e l’offerta più vantaggiosa;
numerose associazioni ritengono che il bando è in aperto contrasto con quanto previsto dalla strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, dal momento che appare chiara la volontà di affrontare la questione Rom sul piano esclusivamente securitario, considerato che le azioni destinate alla vigilanza assorbono oltre il 50 per cento delle risorse complessive, depotenziando di conseguenza i percorsi di inclusione sociale volti alla fuoriuscita dai campi e quindi alla chiusura degli stessi;
anche dal punto di vista procedurale il bando appena emanato presenta numerosi elementi di criticità, primo fra tutti quello che vede il trasferimento di responsabilità civile e penale delle strutture di proprietà del comune di Roma agli enti che gestiranno il servizio. Il comune di Roma, in sostanza, per anni ha lasciato i campi nel più completo degrado, manutenendoli poco e male, e ora vuole derogare completamente alle proprie responsabilità;
inoltre, si ripropone la centralità del massimo ribasso come elemento di valutazione delle proposte progettuali, pratica che sta producendo disastri nella gestione dei servizi sociali a scapito delle qualità dell’intervento –:
se il Governo non intenda assumere iniziative urgenti per verificare la compatibilità giuridica del bando pubblicato dal commissario straordinario di Roma Capitale di cui in premessa con la strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, con particolare riferimento al rispetto dei diritti fondamentali delle minoranze presenti sul territorio del comune di Roma e agli elementi di criticità riguardanti il trasferimento di responsabilità penale e civile delle strutture che ospitano tali comunità dalle autorità pubbliche (responsabili della stessa strategia nazionale) a quelle private.