Roma: su sgombero La Barbuta, basta spot e ruspe, serve integrazione

Lo sgombero stamattina del campo de La Barbuta in diretta televisiva con preannunciato arrivo di ruspe è un vergognoso spot elettorale alla Salvini.
E’ davvero triste lo sciacallaggio attuato dalla Sindaca per tentare di recuperare qualche voto. Siamo sempre stati d’accordo sulla necessità e urgenza di superare i campi rom, ghetti invivibili e pericolosi. Ma per raggiungere l’obiettivo, quando hai come riferimento persone, non ‘scarti umani’, devi costruire pazientemente percorsi alternativi per l’integrazione, come previsto dalla Strategia europea. Invece, soltanto atti formali e burocratici: l’amministrazione comunale non ha offerto ai residenti soluzioni alternative realmente praticabili, in primis in termini di abitazioni e di continuità scolastica. Le famiglie sgomberate saranno in mezzo alla strada in qualche altra periferia della città, problemi sociali e di ordine pubblico aggravati, ma si vedranno dopo il 4 Ottobre. Il superamento e l’integrazione dei campi Rom è un’altra pesante eredità per la prossima Giunta e Consiglio.

Sociale:trovare soluzioni certe per i giostrai di San Basilio a Roma

Siamo contrari agli sgomberi selvaggi, senza alternative abitative, sempre. Ora e` la volta dei giostrai del campo di San Basilio, una comunita` di etnia sinti, che manda i figli a scuola regolarmente.L`amministrazione cittadina, il cui compito specifico e` la protezione della propria comunita`, ha il dovere, laddove ravvede di dover liberare spazi pubblici occupati, di fornire soluzioni alternative alle persone coinvolte. E` inaccettabile in nome di una rigida legalita`, cui siamo tutti legati e che non e` prerogativa esclusiva di questa giunta, dare 10 giorni di tempo alle famiglie per lasciare un luogo dove vivono da decenni. Lo sgombero cieco lascia insoluti tutti i problemi del diritto all`abitare e contemporaneamente svilisce i diritti delle persone e li sottomette a questioni di legalita` e decoro. La citta`, soprattutto oggi  non ha bisogno di ulteriori marginalita`, anzi, ha diritto a che siano risolte quelle esistenti.

Migranti sgomberati: Governo, Regione E Comune irresponsabili. Vergogna

È indegno di un paese civile quanto è avvenuto e avviene a Roma dopo lo sgombero del palazzo occupato a via Curtatone. In particolare, il Governo si dovrebbe vergognare della “ripulitura” di Piazza Indipendenza stamattina. Migranti con regolare permesso di soggiorno, rifugiati eritrei e etiopi, sbattuti in mezzo alla strada, senza nessuna reale alternativa abitativa, accampati per giorni in un quadro squallido dove né Sindaca, né alcun assessore comunale si è fatto vedere. La Giunta Zingaretti è stata completamente assente, nonostante le responsabilità amministrative assegnatagli da uno degli ultimi Decreti Minniti. Il Governo si è preoccupato solo del decoro della piazza da ripulire prima del rientro dei romani dalle vacanze. Presenteremo immediatamente un’interrogazione parlamentare per chiarire le ragioni di comportamenti così irresponsabili e riproporremo, anche in Consiglio Comunale, l’urgenza di un piano straordinario per soluzioni abitative adeguate alle drammatiche condizioni di Roma.

Baobab: ennesimo sgombero. Incontro urgente con la Raggi

Oggi, è arrivato l’ennesimo sgombero dei migranti accolti dai volontari del Baobab in un parcheggio abbandonato nei pressi della Stazione Tiburtina. Nella logica dei Decreti Minniti, di fronte alla colpevole disattenzione del IV Municipio e del Campidoglio e del disinteresse della Regione Lazio, si rimuovono gli effetti senza affrontare le cause: qui, a Roma, la carenza strutturale di posti per l’accoglienza nel circuito istituzionale. Da stasera, un centinaio di persone, inclusi bambini e donne, non avranno neanche più una tenda e un piatto di pasta. Saranno per strada in una condizione certo più difficile sia sul piano sociale che della sicurezza. Chiediamo un incontro urgente alla Sindaca Raggi per conoscere come l’amministrazione intende affrontare il problema che rimane, ancora più acuto dopo lo sgombero del Baobab.
 Stefano Fassina, Massimo Cervellini, Loredana De Petris

Sigilli al Brancaleone. Un altro sgombero inammissibile

Ancora uno sgombero a Roma nei confronti di una realtà culturale e sociale che da sempre rappresenta un punto di riferimento per la città. Questa mattina, infatti, sono stati messi i sigilli al centro sociale Brancaleone e fermati alcuni suoi esponenti. Si sta prefigurando uno scenario inquietante. Sono ormai decine le realtà che operano in ambito culturale e sociale  sgomberate o che rischiano lo sfratto nei prossimi giorni. Per quelle colpite dalla 140 presenteremo in Assemblea capitolina, nel corso della discussione sul bilancio capitolino, un ordine del giorno per chiedere una sospensione degli sfratti in attesa di un regolamento per l’uso sociale del patrimonio capitolino. Vi è poi un tema più generale di tutela delle esperienze culturali e sociali che sono parte fondamentale del welfare cittadino.

Baobab: Grave sgombero, porteremo problema in consiglio

Il Baobab, per tanti migranti transitanti che arrivano a Roma per ripartire, è stata l’unica risposta della città. Tante volontarie e tanti volontari hanno dato assistenza, solidarietà, affetto a queste persone per colmare l’assenza e le inadeguatezze delle istituzioni. Oggi le stesse istituzioni non sanno fare di meglio che procedere allo sgombero delle tende a via Cupa, soluzione emergenziale data l’incapacità dell’amministrazione di trovare un immobile adeguato, nonostante le promesse. È anche questo un segno della decadenza del Paese e di questa città. Al primo consiglio utile presenterò una mozione per dare vita a un sistema di accoglienza degno di una capitale europea.